Comifar, ordini online e farmaci a domicilio, Federfarma: “Quel sito va oscurato”

Roma, 25 gennaio – Le acque già procellose della farmacia italiana sono ulteriormente agitate da una nuova polemica, scatenata da un’iniziativa avviata da Comifar, che nelle farmacie del network Valore Salute (più di 800 farmacie associate e una quota di mercato nazionale di circa il 4%) dal 20 gennaio aggiunge il servizio di consegna a domicilio di farmaci e parafarmaci.

L’impianto del  nuovo servizio – presentato ovviamente come un plus offerto dalle farmacie e un vantaggio per gli utenti – è piuttosto semplice: dopo essersi registrato sul sito di Valore Salute,  l’utente può acquistare i farmaci sia sullo stesso sito sia attraverso una app dedicata, scegliendo la farmacia più comoda e ordinando i prodotti (farmaci e parafarmaci) di cui ha bisogno. Per i farmaci con obbligo di prescrizione, basta inserire direttamente sul sito o sull’app il codice Nre corrispondente (o, in alternativa, la foto della ricetta). Completato l’acquisto con il pagamento online, l’ordine viene gestito interamente dalla logistica Comifar, che consegna il prodotto a casa del cliente, in tutta Italia, in tempi ragionevolmente rapidi, compresi tra le 24 e le 48 ore dal momento della conferma dell’ordine.

La notizia ha subito sollevato un vespaio di reazioni sui social, con la categoria spaccata tra chi ritiene il salto in avanti di Comifar un ulteriore passo in avanti verso la disgregazione del ruolo e della funzione delle farmacie di comunità e chi, invece, pensa che la farmacia possa salvarsi soltanto abbandonando i vecchi schemi operativi per ridiscuterli e trasformarli in profondità, alla luce di realtà nuove e dirompenti come internet e le vendite online.

La rilevanza della questione ha indotto Federfarma a scendere subito in campo e prendere posizione. Il sindacato dei titolari lo ha fatto indirizzando una lettera, il 21 gennaio, al direttore dell’Unità Risultato immagine per domenico di giorgioPrevenzione Contraffazione dell’Aifa Domenico Di Giorgio (nella foto), nella quale – segnalando l’iniziativa Comifar – afferma di rilevarvi “non solo chiari profili di legittimità, ma anche la creazione di un indebito vantaggio” da parte dell’azienda di distribuzione intermedia, “sia rispetto alla moltitudine di farmacie indipendenti che rispetto agli altri suoi concorrenti che, al pari di Comifar, hanno organizzato reti di farmacie virtuali”. Da qui la richiesta di un intervento finalizzato all’oscuramento del sito valoresalute.it.

L’illegittimità dell’iniziativa Comifar di vendita on line sul sito valoresalute.it (che, scrive Federfarma,  “garantisce visibilità commerciale al network di farmacie virtuali che fanno capo all’omonimo marchio Farmacie Valore Salute”) consisterebbe nell’aggiramento della normativa vigente in materia di vendita dei farmaci senza obbligo di ricetta, attività che Comifar cerca di far passare non come una vendita online – che richiederebbe l’autorizzazione pubblica rilasciata alla farmacia e l’apposizione dell’apposito logo identificativo – ma come una più agevole consegna a domicilio legittimata dalla richiesta al cliente di una delega da conferire a Comifar Servizi per acquistare il prodotto, effettuarne il ritiro presso la farmacia selezionata e, infine, consegnarlo all’indirizzo di quest’ultimo.

“Vi è anche una seconda modalità prescelta dall’azienda per qualificare tale vendita non come un un contratto negoziato a distanza tra sito autorizzato delle farmacia e cliente finale” evidenzia ancora Federfarma nelle sue argomentazioni, tese a evidenziare il patente aggiramento delle norme sulla vendita di farmaci online posto in essere da Comifar. “Tale modalità, infatti, non prevede la consegna a domicilio nel caso in cui la farmacia selezionata dal cliente si trovi a oltre 3 km dall’indirizzo del cliente”. Limitazione che, secondo il sindacato dei titolari, altro non è che un escamotage “per evitare di conformarsi ai più stringenti requisiti e vincoli stabiliti dalla vigente normativa sulla vendita on line di farmaci senza obbligo di prescrizione”.

Da qui la sollecitazione finale al dirigente Aifa (ma la lettera è stata inoltrata per conoscenza anche al Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute) “di predisporre la richiesta di oscuramento del sito in questione per aver adottato pratiche illegali”.