La nostra storia

COMPITI DELL’ORDINE

 

Il nostro ordinamento giuridico affida agli Ordini professionali:

  • tutelare l’interesse pubblico consistente nel garantire il possesso dei prescritti requisiti da parte del soggetto che svolge una determinata prestazione di opera intellettuale;
  • vincolare l’iscritto al rispetto di un codice di comportamento professionale anche non scritto riconducibile alla cosiddetta deontologia professionale (v. Cap. IV), garanzia nei confronti del cliente e degli altri colleghi;
  • rappresentare gli interessi collettivi della relativa categoria.

A tal fine agli Ordini professionali è riconosciuto l’autogoverno della categoria tramite l’attività di iscrizione e cancellazione dagli Albi e l’esercizio del potere disciplinare (v. Cap. IV, Sez. II).

Per quanto riguarda l’attività professionale dei Farmacisti e la tenuta del rispettivo Albo professionale sono stati istituiti gli Ordini provinciali (o interprovinciali) dei Farmacisti e la rispettiva Federazione Nazionale degli Ordini.

Le funzioni, i compiti e i poteri degli Ordini provinciali dei Farmacisti, nonché le relative modalità di esercizio, sono stabiliti dalle seguenti fonti normative:

  • DLCPS 13.09.1946, n. 233 e successive modificazioni;
  • Legge 11.07.1980, n. 382;
  • DPR 05.04.1950, n. 221 e successive modificazioni;
  • Regolamenti interni deliberati dai Consigli direttivi degli Ordini, in attuazione dell’art. 35 del DPR n. 221/50, e soggetti all’approvazione della Federazione Nazionale degli Ordini, che ha provveduto a predisporre uno schema di regolamento interno al quale gli Ordini possono uniformarsi (cfr. circolari federali n. 3321 del 05.01.1989 e n. 3767 del 27.11.1990);
  • RD 30.09.1938, n. 1706 e successive modificazioni;
  • Legge 02.04.1968, n. 475 e successive modificazioni;
  • DPR 21.08.1971, n. 1275;
  • Legge 23.12.1978, n. 833;
  • Varie leggi regionali in materia di servizio farmaceutico;
  • Codice deontologico del Farmacista approvato dal Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (v. Cap. IV, Sez. I).

Gli Ordini dei Farmacisti sono enti pubblici non economici (cfr. parere Consiglio di Stato, Adunanza Generale in data 17.11.1949; DPR 05.03.1986 n. 68), autonomi (essendo dotati di autonomia organizzativa e di regolamentazione) su base associativa (essendo composti dagli iscritti all’Albo), elettivi (essendo rinnovati ogni triennio con consultazione elettorale aperta a tutti gli iscritti) e professionali (avendo come oggetto una categoria di esercenti attività professionale).

Sono costituiti in ogni provincia, ma il Ministro per la Sanità, sentita la Federazione Nazionale e gli Ordini interessati, qualora il numero degli iscritti sia esiguo o sussistano ragioni storiche, topografiche, sociali o demografiche, può disporre che un Ordine abbia circoscrizione interprovinciale, ricomprenda cioè due o più province finitime, designandone la sede.

Le attribuzioni degli Ordini dei Farmacisti sono determinate dall’art. 3 del DLCPS 13.09.1946, n. 233, che così dispone:

Al Consiglio direttivo di ciascun Ordine e Collegio spettano le seguenti attribuzioni:

  • compilare e tenere l’Albo dell’Ordine e Collegio e pubblicarlo al principio di ogni anno;
  • vigilare alla conservazione del decoro e dell’indipendenza dell’Ordine e del Collegio;
  • designare i rappresentanti dell’Ordine o Collegio presso commissioni, enti ed organizzazioni di carattere provinciale o comunale;
  • promuovere e favorire tutte le iniziative intese a facilitare il progresso culturale degli iscritti;
  • dare il proprio concorso alle autorità locali nello studio e nell’attuazione dei provvedimenti che comunque possono interessare l’Ordine od il Collegio;
  • esercitare il potere disciplinare nei confronti dei sanitari liberi professionisti iscritti all’Albo, salvo in ogni caso le altre disposizioni di ordine disciplinare e punitivo contenute nelle leggi e nei regolamenti in vigore;
  • interporsi, se richiesto, nelle controversie fra sanitario e sanitario, o fra sanitario e persona o enti a favore dei quali il sanitario abbia prestato o presti la propria opera professionale, per ragioni di spese, di onorari, o per altre questioni inerenti all’esercizio professionale, procurando la conciliazione della vertenza e, in caso di non riuscito accordo, dando il suo parere sulle controversie stesse.

Ordine dei Farmacisti di Roma: una storia lunga oltre un secolo

Era il 12 Novembre del 1912 quando il Consiglio Amministrativo dell’Ordine dei Farmacisti di Roma iscrisse il primo farmacista. Questa data rappresenta solo l’inizio di un percorso che avrebbe segnato le vicende di una professione che passò, anni dopo, attraverso l’istituzione delle corporazioni, associazioni formalizzate dal regime fascista e mantenute fino al secondo dopoguerra.
Seguì, quindi, un periodo di carenza normativa, in cui era prevista unicamente una sorta di reggenza degli Ordini professionali, attraverso l’ordinamento di un Consiglio Direttivo e delle relative cariche politiche.
Si dovrà aspettare, infatti, il 1950 (attraverso la promulgazione della Legge n°221) per assistere a un nuovo cambiamento- attraversato da profonde crisi economiche, politiche e sociali, ma anche dall’avvicendarsi di una nuova modernità- che culminerà nella ricostituzione degli Ordini professionali, così come ancora oggi li intendiamo.
Vorremmo raccontare la nostra storia, la vostra storia, quella storia che, in un modo o nell’altro ha cambiato un pezzo di Italia. Lo faremo attraverso un omaggio ideale, un “Albo dei ricordi” dedicato a tutti coloro che hanno scritto le pagine dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, primi tra tutti i presidenti che si sono succeduti.

Conosciamo meglio i loro nomi e gli anni dei loro mandati:

Arturo Fettarappa – dal 1945 al 1950

Ugo Fabiani – dal 1950 al 1952

Leone Nelken – dal 1952 al 1954

Orlando Battisti – dal 1954 al 1960

Walter Di Fulvio – dal 1960 al 1961

Gino Rauzi – dal 1962 al 1972

Giacomo Leopardi – dal 1972 al 2002

Claudio Passalacqua – dal 2002 al 2005

Emilio Croce – dal 2005