Campobasso, farmacista comunale salva
la vita a un paziente

Roma, 11 settembre – È accaduto esattamente una settimana fa, il  4 settembre, a Campobasso, dove solo l’intuito, la prontezza e la competenza della direttrice della Farmacia Comunale 3,  Maria Carmela Di Stefano, ha consentito di salvare la vita a un uomo presentatosi in farmacia in condizioni di gravi difficoltà respiratorie, provocate dalla doppia puntura di un calabrone che gli aveva provocato una grave reazione sistemica: il veleno dell’imenottero è particolarmente tossico e se iniettato in quantità (come nel caso di punture ripetute, che il calabrone può infliggere perché il suo pungiglione,  al contrario di quello delle api, è liscio e non rimane conficcato nella pelle) può dare origine a conseguenze gravi fino allo shock anafilattico.

Di fronte allo stato dell’uomo, in preda una forte vasodilatazione, valori pressori bassissimi, perdita della vista e crescenti difficoltà a respirare, la professionista ha  subito telefonato al Pronto soccorso, chiedendo l’intervento di un’ambulanza, ripetendo la richiesta dopo pochi minuti di fronte all’aggravarsi delle condizioni dell’uomo.  Appreso che tutte le ambulanze cittadine erano impegnate e la prima disponibile stava coprendo 35 chilometri di distanza, la farmacista ha deciso di intervenire.

“Capito che non potevamo attendere i medici “  racconta la dottoressa Di Stefano “gli ho somministrato un farmaco a base di cortisone antistaminico e nel giro di pochi minuti la persona ha iniziato a respirare meglio. Quando poi è arrivato il medico, ha confermato la correttezza di quanto ho fatto”.

Nelle ore successive il paziente è rimasto in osservazione, ma le sue condizioni sono subito apparse non preoccupanti ed è stato dimesso in giornata.

Riportando alla collega Di Stefano i complimenti da parte di tutte le farmacie comunali italiane, per il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi  la vicenda “conferma non solo l’ottima preparazione tecnica del nostro personale, ma suggerisce anche qualcosa di più. I cittadini hanno integrato le farmacie nel sistema sanitario nazionale molto più di quanto abbiano fatto le istituzioni. Le persone considerano le farmacie come un luogo sicuro e affidabile, e non indugiano a servirsene quando ne hanno necessità. Nessuno vuole sostituirsi ai Pronto soccorso” conclude il presidente di Assofarm. “Riteniamo però che quanto accaduto a Campobasso debba far riflettere sul potenziale professionale dei farmacisti e sul ruolo di prossimità territoriale che la farmacia può giocare nelle strategie sanitarie territoriali”.