Bonaccini: “Le Regioni non possono comprare dosi di vaccino da sole”

Roma, 24 febbraio – – “Le Regioni non possono comprare da sole le dosi. E non si possono comprare le dosi per sé ma sono dosi che devono essere distribuite a tutto il Paese. Per i vaccini anti-Covid parliamo di acquisti centralizzati che fa l’Unione europea e ogni vaccino deve essere autorizzato dall’agenzia europeaVisualizza immagine di origine Ema e da quella italiana Aifa”.

Questa la posizione espressa dal presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini (nella foto),  che chiude alla linea  “aperturista” di altri suoi colleghi governatori, come il veneto Luca Zaia, capofila degli acquisti in autonomia, ipotesi considerata con interesse anche da Attilio Fontana (L0mbardia), Giovanni Toti (Liguria), Massimiliani Fedriga (Friuli Venezia Giulia) e Alberto Cirio (Piemonte):.

Ma la stessa Emilia Romagna, con l’assessore alla Salute Raffaele Donini (nella foto), si era inizialmente dichiarata pronta a sondare opportunità autonome di acquisto di dosi vaccinali contro il Covid-19. La parole del “governatore” Bonaccini, però, sgombrano il campo da questa eventualità: l’acquisto delle dosi di vaccini anti-Covid è competenza centrale e tale deve rimanere. Serve però un’accelerazione, e anche violenta, perché la situazione è preoccupante, con l’intera Europa alle prese con la terza ondata del virus.

“La stiamo sfiorando anche qui in Italia” ha dichiarato Bonaccini a L’aria che tira, su La 7. “L’Emilia Romagna non è mai entrata in zona rossa, ma è tornata a salire la curva dei contagi, con alcuni comuni che hanno chiuso le scuole. Bisogna essere pronti a far quello che serve e intervenire, soprattutto vaccinare più persone possibili. Se ci fossero le dosi, qui saremmo in grado di vaccinare oltre 40mila persone al giorno e quasi 1 milione e mezzo al mese. Questo significherebbe completare la vaccinazione in tempi brevi per tutti”.

 “C’è frustrazione per la riduzione delle dosi consegnate” ha concluso Bonaccini  “bisogna recuperarle. Il governo deve battere i pugni contro le case produttrici. E bisogna moltiplicare i luoghi dove fare i vaccini”.  Affermazione, quest’ultima che conferma l’atteggiamento favorevole del presidente emiliano nei confronti di un coinvolgimento delle farmacie di comunità come piccoli centri vaccinali sul territorio”.