Bassetti: “Vaccinazione di massa, coinvolgere anche le farmacie”

Roma, 8 gennaio – Nel giorno della definitiva autorizzazione di Aifa al vaccino anti-Covid di Moderna, c’è chi si preoccupa di ricordare che per immunizzare il Paese contro il rischio di un’infezione da Sars CoV 2 avere i vaccini è fondamentale, ma non ancora sufficiente.  “Per una vaccinazione di massa occorre aprire a più centri, non si può continuare a farla solo negli ospedali. Bisognerà far sì che possano partecipare farmacie, laboratori privati o strutture dell’Esercito. Questo se vogliamo arrivare ai numeri impressionanti che stanno facendo altri Paesi: dobbiamo allargare e rendere tutto meno burocratizzato”.

LRisultato immagine per matteo bassetti san martino genovae parole – inequivocabili, a partire dall’apertura al coinvolgimento diretto nella campagna vaccinale delle farmacie – sono di Matteo Bassetti (nella foto  a sinistra), direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

“È la campagna di vaccinazione più grande della storia e ci vogliono mezzi straordinari”  ha aggiunto l’esperto. “Oggi, ci dicono, che stiamo vaccinando più del resto d’Europa. ma se facciamo 30mila immunizzazioni al giorno quanto ci mettiamo? Dobbiamo viaggiare a 200-300mila per avere immunizzazione entro l’estate”.

“Il vaccino” ricorda quindi l’infettivologo all’agenzia Adnkronos Salute “è un ‘pacchetto’, non basta da solo ma servono le siringhe giuste e gli operatori per somministralo. Altrimenti è inutile. Spero che i problemi riscontrati in alcune Regioni con siringhe non adatte vengano superati e si inizi a correre davvero”.

“Il via libera dell’Ema al vaccino Moderna, e speriamo arrivi oggi quello dell’Aifa (in effetti poi arrivato ieri, NdR), è un segnale molto positivo e ben venga avere più vaccini perché solo così possiamo correre davvero nelle immunizzazioni” ha concluso Bassetti, aggiungendo che con due vaccini a disposizione, ai quali poi si aggiungerà quello di AstraZeneca, “si deve andare veloci. Oggi alcune Regioni corrono spedite e altre vanno più piano”.