Assogenerici: “Covid, ripartire da governance e politica industriale”

Roma, 3 luglio – Una carta di principi,  intenti e programmi per una una nuova politica industriale che garantisca sostenibilità al comparto del farmaco, assicurando a tutte le sue componenti regole chiare, certe e semplificate e che al contempo restituisca maggiore autonomia e capacità di reazione all’industria del farmaco nel nostro Paese e nell’Europa intera. Questo, in sintesi, il “Manifesto per la ripartenza” che Assogenerici ha inviato ieri ai ministri della Salute, Roberto Speranza, dell’Economia, Roberto Gualtieri e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

«Il nostro comparto ha giocato un ruolo cruciale nei mesi della pandemia da Covid-19, rispondendo con tempestività alle richieste di approvvigionamento provenienti da tutta Italia (il 70% dei farmaci utilizzati per la gestione dei pazienti nelle terapie intensive è generico)”   spiega il presidente Enrique Häusermann (nella foto). “Ora bisogna fare tesoro dell’esperienza vissuta nel periodo emergenziale per immaginare un nuovo modello sanità territoriale e vere strategie industriali pubbliche in grado di garantire sostenibilità a tutto il comparto, neutralizzando definitivamente lo spettro ricorrente delle carenze di fornitura».

Tre gli obiettivi, diciamo così, “strategici” da perseguire: il primo è la riforma complessiva della governance, da anni nell’agenda del Governo ma fin qui rimasta nel cantiere sempère aperto delle cose fa fare. Il focus è sulla revisione dei tetti di spesa, la scelta dei canali di distribuzione, i meccanismi di prezzo e rimborso. Ricetta raccomandata: l’azione a lume di gain sharing, escludendo i prodotti off patent – già a rischio sostenibilità – da una revisione “economica” del Prontuario; valorizzando il meccanismo concorrenziale di generici e biosimilari e reinvestendo nella farmaceutica le risorse che si liberano per garantire maggiore accesso; reindirizzando sulla convenzionata tutte le categorie di off patent impropriamente dirottate sulla diretta/dpc.

Tre le azioni a corollario: 1) trasformare la cooperazione emergenziale sperimentata nei mesi dell’epidemia in routine gestionale, puntando sulla dematerializzazione e semplificazione di tutti i processi burocratici, garantendo certezza dei tempi e velocità di esecuzione dei procedimenti autorizzativi; 2) garantire lo sviluppo del settore dei farmaci off patent e in particolare delle value added medicines, farmaci a brevetto scaduto modificati o combinati in grado di migliorare la risposta ai bisogni di salute; 3) sostenere lo sviluppo dei servizi garantiti dalla rete della medicina territoriale e i legami con la rete delle farmacie aperte al pubblico, sviluppando anche tutte le attività in remoto connesse a diagnosi, prescrizione e dispensazione della terapia farmacologica.

Il secondo obiettivo da portare a casa  è quello di una riorganizzazione delle politiche di acquisto pubbliche, attraverso la revisione dei meccanismi di gara, in particolare per le forniture ospedaliere, che attualmente rischiano di determinare la fuoriuscita di molte piccole-medie imprese, aprendo la strada a un dannoso “monopolismo di ritorno”.

Due i passaggi obbligati da compiere  in quest’ambito: il primo è transitare dal criterio del prezzo minimo a quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, definendo quantità minime e massime per ogni lotto, il secondo  garantire uno snellimento delle procedure di gara attraverso il sostegno alle gare multi–aggiudicatarie e la totale digitalizzazione dell’iter, per ridurre i costi e velocizzare le risposte.

Terzo obiettivo individuato dal manifesto Assogenerici, l’avvento di una politica industriale farmaceutica in ambito europeo che abbia come obiettivo cruciale – oltreché la flessibilità regolatoria, la dematerializzazione dei processi amministrativi – il rafforzamento del comparto e la creazione di nuovi insediamenti produttivi della catena manifatturiera dei medicinali, con l’obiettivo di rendere l’industria europea del farmaco più competitiva rispetto agli altri mercati e agli altri grandi hub produttivi extra-europei.

«Quello della ‘resilienza’ del comparto farmaceutico è un cantiere già efficacemente avviato dalle aziende europee nei mesi della pandemia ed è una attività che sta proseguendo anche oggi, nella ricerca di un costante dialogo con le Autorità regolatorie e con la Commissione Ue”  conclude Hausermann. “Una politica industriale efficace dovrebbe svilupparsi su queste tre direttrici: salvaguardare e incrementare la produzione europea; assicurare un sistema regolatorio reattivo ed efficiente; pianificare un modello di prezzi, rimborso e meccanismi di gara più sostenibili nel tempo. È interesse di tutti i Paesi dell’Unione individuare meccanismi capaci di stimolare gli investimenti nella produzione di medicinali in Europa e di incentivare gli investimenti in R&S, attraverso la definizione di obiettivi chiari e di politiche di accesso eque».