Assofarm: “Farmacia, la priorità è digitalizzare, partire subito con il dossier farmaceutico”

Roma, 28 maggio – La farmacia sta vivendo un momento storico davvero particolare, che potrebbe rivelarsi il primo miglio di un percorso straordinario e impensabile soltanto un anno fa, come attesta il “netto mutamento di considerazione presso le istituzioni italiane”, comprovato dal coinvolgimento della rete delle farmacie prima nella partecipazione alle attività di tracciamento dei contagi da coronavirus con l’esecuzione dei tamponi e poi nella somministrazione diretta dei vaccini, ma anche dal sostegno previsto per le farmacie rurali nel Piano nazionale di resistenza e resilienza.

Ma, come tutti i momenti decisivi, quelli che rappresentano un punto di svolta nell’esistenza, bisogna stare attenti a non lasciarlo andare sprecato. E per impedire che questo accada, bisogna essere consapevoli di quello che accade e scegliere le opzioni per costruire sul cambiamento un futuro solido e ricco di opportunità per l’intera farmacia italiana.

A volerlo sintetizzare all’estremo, è questo il concetto che Francesco Schito, segretario generale di Assofarm, propone nell’editoriale a sua firma pubblicato sull’ultimo numero della newsletter della  sigla delle farmacie pubbliche, invitando a declinare concretamente (puntando in primo luogo sulla digitalizzazione)  un “nuovo corso”.

“Di fronte ad una crisi sanitaria inedita per gravità e dimensioni, lo Stato ha coinvolto le farmacie territoriali in un modo mai accaduto precedentemente” scrive Schito. “Queste ultime hanno risposto all’appello e hanno prodotto risultati concreti. Hanno così dimostrato quando sostenevano da anni: la farmacia è un asso nella manica che il Ssn non gioca quanto potrebbe sul tavolo della medicina del territorio e deospedalizzazione delle cure”.

Ma  essere un asso serve a poco, se poi la carta – per quanto ottima – viene sprecata o giocata male. E qui, a giudizio di Schito, la farmacia può e deve fare molto per entrare nelle combinazioni vincenti. E può e deve farlo, in primo luogo, puntando sui driver giusti, primo tra tutti quello della digitalizzazione, non a caso anch’essa contenuta nel Pnrr.

Di ammodernamento dei sistemi informativi, di sviluppo di big data e successivo utilizzo virtuoso degli stessi, di una relazione più smart con il paziente, se ne parla da anni, ma di concreto è successo ben poco” scrive Schito nel suo articolo. “L’impressione che abbiamo sempre avuto è che, al di là delle belle parole, la maggior parte di noi nutrisse un certo disinteresse per il tema. Forse era giudicato ‘troppo avanti’, forse semplicemente non si avevano le competenze necessarie per comprenderne il valore. Poi è arrivato il Covid, che ha drammaticamente dimostrato quanto possano fare la differenza cose come la disponibilità di dati aggregati o di canali comunicativi diretti. I casi virtuosi di società e sistemi sanitari altamenti digitalizzati come Corea e Giappone lo dimostrano”.

Conseguente e lapidaria la conclusione: “La digitalizzazione del nostro settore dovrà insomma diventare uno dei dossier prioritari del processo riformativo finalmente avviato ma certamente non concluso”.

Per Schito, in questo dibattito sarà centrale “la piena attuazione del Fascicolo sanitario elettronico. Lo strumento, come noto, è formalmente attivo in tutte le Regioni ma solo in alcune di esse è già pienamente operativo e corredato del maggior numero di dati possibile” . In molte, troppe situazioni, invece, il Fse è una scatola semivuota e  tra i dati mancanti, rileva il segretario di Assofarm, “figura certamente il dossier farmaceutico”.

Una mancanza alla quale, grazie alla grande occasione rappresentata dal Pnrr, si può ora porre rimedio: “Stiamo parlando di un elemento certamente tecnico, ma dalla valenza strategica spesso sottovalutata in passato. Creare la storia farmaceutica di ogni paziente e successivamente renderla facilmente disponibile a tutto il sistema sanitario non significa solo offrire una maggiore tutela della salute ai nostri concittadini, ma significa anche integrare maggiormente la farmacia nel Sistema sanitario nazionale” scrive al riguardo Schito, per concludere che il momento è quanto mai propizio per perseguire e centrare questi obiettivi. “Fin dall’inizio dell’emergenza le farmacie hanno dimostrato un grande dinamismo nel dibattito politico-istituzionale, supportato sul campo dalla professionalità e dallo spirito di servizio dei nostri farmacisti” scrive il segretario della sigla delle farmacie comunali. “Oggi finalmente stiamo raccogliendo i frutti i termini di considerazione e investimenti pubblici nel nostro settore. In questa situazione così favorevole, l’errore che dobbiamo assolutamente evitare è quello di adagiarci sugli allori e dimenticare che molte cose importanti sono ancora da fare”.