Pubblicato da RIFday il 1 Dicembre 2022
Roma, 2 dicembre – I cittadini confermano la loro fiducia nella farmacia come luogo di accesso per informazioni e servizi, in particolare rispetto ai temi della prevenzione e dei farmaci equivalenti. A proposito di prevenzione, il 34% dei farmacisti ha svolto nell’ultimo anno campagne di screening per l’individuazione di soggetti a rischio per patologie croniche: nell’impegnarsi su questo fronte, i farmacisti si sono concentrati su diabete (70,3%), malattie cardiovascolari (48,2%), dislipidemie (35,9%), Bpco (14,4%). Caso a parte merita l’adesione massiccia, nel 2022, per la campagna di prevenzione oncologica del tumore al colon-retto, alla quale ha aderito ben il 78,4% delle farmacie intervistate. Incoraggiante la risposta dei cittadini, che nel 30,8% dei casi hanno partecipato ad almeno uno dei programmi di prevenzione ora citati.
Rispetto ai farmaci equivalenti, nell’ultimo anno l’83,4% dei cittadini ha ricevuto dal farmacista suggerimenti per un loro utilizzo e, al contempo, informazioni sul fatto che il principio attivo sia il medesimo del farmaco originale (lo dichiara il 63,7% dei cittadini) così come rassicurazioni su sicurezza, efficacia e qualità dell’equivalente rispetto al farmaco di marca (46%) nonché sulla possibilità di risparmiare (lo riporta il 39,3% dei cittadini). Gli stessi farmacisti dichiarano che da due anni a questa parte è in costante aumento la richiesta da parte dei cittadini di utilizzare i farmaci equivalenti: a pensarla così oggi è il 36,5% dei farmacisti, nel 2020 era solo il 13,4%.
«La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace»
Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne
(1993 – Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite)
Pubblicato da RIFday il 23 Novembre 2022
Roma, 24 novembre – Come sempre accade per ogni “prima volta” che si rispetti, l’accordo sottoscritto ieri a Civitavecchia tra Asl Roma 4 da una parte e Federfarma Roma e Assofarm (la sigla delle farmacie comunali) dall’altra, avente ad oggetto la presa in carico del paziente in assistenza farmaceutica diretta (DD) per il tramite delle farmacie aperte al pubblico, è destinato a rimanere per sempre impresso nella memoria, se non addirittura a restare (se i risultati saranno quelli attesi) negli annali della farmacia italiana.
Si tratta infatti della prima “messa a terra” di una declinazione dell’assistenza farmaceutica di cui si parla e discute da molto tempo, ma che solo nel Lazio, nell’Asl Roma 4 diretta da Cristina Matranga (nella foto), ha finalmente trovato una realizzazione concreta, grazie soprattutto al lavoro certosino condotto a fari spenti, in particolare, dal dirigente dell’Area del farmaco dell’azienda sanitaria Giuseppe Guaglianone (nella foto a destra), coadiuvato da Loredana Ubertazzo, direttore della Uoc Farmacia territoriale della stessa Asl. Sono stati loro che – subito dopo aver sottoposto il progetto alla direzione generale, ottenendone il convinto via libera – hanno portato avanti il lavoro istruttorio che – a seguito di una lunga serie di verifiche, ipotesi di fattibilità, valutazione dei costi e dei benefici attesi, aggiustamenti e correzioni di tiro e incontri e confronti con i rappresentanti delle farmacie di comunità private e pubbliche, subito pronti a collaborare fattivamente al progetto – hanno elaborato la bozza di accordo che, dopo le inevitabili limature scaturite da confronto tra le parti, è stato sottoscritto ieri e diventerà dunque a breve operativo. Il testo del documento – che potrebbe diventare un importante riferimento a livello nazionale – è disponibile a questo link.