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Rettifica articolo di Repubblica - Ordine dei Farmacisti di Roma
Roma, 01/05/2023
Al Direttore Responsabile Quotidiano “La Repubblica” - Dr. Maurizio Molinari
Egregio Direttore,
l’articolo a firma di Silvia Pinti, pubblicato dal suo autorevole giornale il 1 maggio u. s. a pag. 2 del dorso la Repubblica ROMA, contiene in chiusura un’affermazione formulata in modo tale da poter essere facilmente fraintesa, con il rischio di ingenerare antipatici equivoci. A beneficio dei lettori, per amor di chiarezza e per evitare equivoci potenzialmente in grado di procurare conseguenze negative per le persone e le istituzioni professionali citate, sono certo che Ella vorrà sollecitamente accogliere e pubblicare con la dovuta evidenza la presente precisazione.
Nel suo articolo dedicato alla carenza di personale laureato nelle farmacie romane (situazione peraltro diffusa in tutto il Paese, in analogia con le ancor più gravi criticità occupazionali di altre professioni sanitarie, medici e infermieri in testa), Pinti conclude con una frase che – oltre a contenere alcune imprecisioni – è formulata in modo tale da lasciare intendere che l’Ordine professionale dei farmacisti abbia recitato un ruolo diretto nel proporre “l’idea di una laurea triennale per gli studenti difarmacia, che si adatterebbe dipiù alle mansioni che si trovano asvolgere in molti casi”. La giornalista cita espressamente, al riguardo, “un incontro con il presidenteEmilio Croce e il vicepresidente Giuseppe Quagliarone della Federazione dell’ordine dei farmacistiitaliani”, La circostanza è destituita di ogni fondamento: dai rappresentanti dell’Ordine – a partire dai citati Croce e Guaglianone (e non Quagliarone, come erroneamente riportato dall’articolista) – non è mai stata formulata alcuna proposta, in nessuna occasione, per l’istituzione di una laurea triennale finalizzata all’istituzione di una figura professionale, il tecnico di farmacia, già presente in altri Paesi (come la Francia),alla quale delegare parte delle competenze professionali oggi svolte dal farmacista in farmacia.
È ben vero – e non si fa nessuna fatica a confermarlo – che l’ipotesi, molto controversa, è tornata di particolare attualità nel nostro Paese in questi ultimi tempi, proprio alla luce della carenza di personale laureato in farmacia, entrandone i dibattiti e nelle discussioniin occasione di eventi e incontri professionali, ai quali accade che prendano parte anche rappresentanti degli Ordini professionali, in ragione delle funzioni che la legge attribuisce loro. Ordine dei farmacisti della Provincia di Roma Via A. Torlonia 15 - 00161 Roma - TEL 06.44234139 / 06.44236734 -
Nessun rappresentante dell’Ordine di Roma, però, in nessuna circostanza, ha mai proposto o anche solo espresso un endorsement a favore dell’istituzione di una nuova figura professionale previo conseguimento di una laurea triennale, da impiegare nelle farmacie aperte al pubblico a supporto dei farmacisti. Sull’ipotesi, l’Ordine dei Farmacisti di Roma ha sempre e coerentemente espresso anzi la propria ferma contrarietà, ritenendola non in linea con le linee di sviluppo del ruolo e della funzione dei farmacisti di farmacia, professionisti dell’assistenza sanitaria di prossimità chiamati a una sempre maggiore integrazione nel SSN anche attraverso la presa in carico dei percorsi terapeutici dei pazienti (in particolari i cronici) e l’erogazione di altri servizi e prestazioni.
Questa la netta e chiara posizione dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, in tutta evidenza opposta a quella che “suggerisce” dalla chiusura dell’articolo di Pinti pubblicato dal suo giornale. Per questo, egregio Direttore, Le sarò davvero grato se – con la massima sollecitudine possibile – vorrà ristabilire la verità dei fatti (e delle posizioni), pubblicando con la dovuta evidenza questa precisazione. L’occasione è gradita per porgerLe i miei migliori e più cordiali saluti.
Il Presidente dell'Ordine
Dott. Emilio Croce
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Aumento incidenza scarlattina e streptococco di gruppo A
Il Ministero della Salute, attraverso una circolare, ha segnalato l’aumento dell'incidenza di scarlattina e di infezione invasiva da streptococco di gruppo A.
Nel corso del 2022 – in particolare nel corso della seconda metà dell’anno – Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord hanno osservato un aumento dei casi di malattia invasiva da streptococco di gruppo A (iGAS) e in alcuni casi anche di scarlattina.
Alcuni Paesi dell’UE hanno segnalato un aumento dei casi rispetto alla stagione precedente, ma con un’incidenza inferiore a quella precedente alla pandemia.
I casi sono stati segnalati al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e all’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa e hanno fatto seguito a un periodo di ridotta incidenza delle infezioni da streptococco di gruppo A osservato durante la pandemia di Covid-19.
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Grande affluenza e partecipazione ieri sera a Tivoli per il Corso pluritematico ECM
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