Festa dell’Ordine, Zingaretti sulla farmacia: “Pezzo importante della sanità”

Roma, 27 novembre – “L’imperativo di riportare in ordine i conti disastrosi della sanità laziale è stato finalmente centrato: i conti sono ormai a posto e a certificarlo non è la Regione, ma sono i ministeri che controllano. Il Lazio può finalmente uscire dal tunnel del commissariamento di un sistema sanitario che dieci anni fa accumulava disavanzi di due miliardi all’anno e che oggi, dopo un percorso doloroso che però siamo riusciti a compiere senza ripercussioni negative sulla qualità delle prestazioni, ha i bilanci nuovamente a posto”.

A confermarlo, intervenendo alla festa della professione dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, è stato ieri il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, intervenuto insieme all’assessore al Lavoro e alle Pari opportunità  Lucia Valente  alla manifestazione ospitata al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico ai Fori Imperiali, per celebrare gli iscritti giunti al traguardo dei 50 anni di laurea e dare il benvenuto ai neo-laureati appena iscritti all’Albo professionale.

Nel suo discorso, Zingaretti ha voluto sottolineare la necessità di aprire una nuova era per il Ssn, che può (ma per il governatore “soprattutto deve”)  elaborare un nuovo, più sostenibile ed efficiente modello di sanità, che guardi al territorio e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie per rispondere con efficacia ai bisogni di salute dei cittadini.

Un modello del quale, ha detto Zingaretti, “la farmacia deve essere un pezzo importante, nel suo ruolo di cellula di presenza professionale etica, sanitaria e sociale nel vivo del territorio, in grado di contribuire a elaborare un nuovo modello di assistenza per alzare il livello delle cure”.

Il presidente del Lazio ha insistito, in particolare, sulla direzione alla quale guardare, che è quella del territorio e della prossimità delle cure, come peraltro attesta la positiva esperienza delle Case della Salute che la Regione ha istituito soprattutto nei piccoli centri e che si stanno sempre più affermando come un riferimento sicuro e certo per la salute dei cittadini.

“Non è vero che non cambia mai nulla e che qualcosa cambia di solito peggiora”  ha concluso Zingaretti “e l’uscita dal commissariamento della sanità laziale, insieme alle iniziative già intraprese per migliorarla, sono qui a dimostrarlo: noi non lasceremo in eredità un sistema fallito, gravato solo di inefficienze e debiti, ma una realtà sana sulla quale costruire”.

Ma dalla Festa dell’Ordine, celebrata in un Nobile Collegio pieno di colleghi come nelle migliori occasioni, è arrivata anche un’altra buona notizia. Sollecitato da un passaggio dell’intervento introduttivo del presidente Emilio Croce, dedicato ai destini della Farmacap, la società che gestisce le 45 farmacie comunali della città, il commissario della società Angelo Stefanori è intervenuto per dire che l’attuale giunta capitolina proprio venerdì scorso ha deciso di riformare la delibera del 2015 con la quale era stato deciso di procedere alla dismissione della società speciale delle farmacie capitoline.

“Lo dico ufficialmente, la decisione, assunta alla presenza tra gli altri degli assessori al Bilancio, alle Politiche sociali e all’Organizzazione, esclude ogni ipotesi di alienazione della società” ha detto con chiarezza Stefanori, eliminando così tutti i rumors in circolazione su presunte e più o meno sotterranee strategie per cedere sul mercato, grazie anche alla legge sulla concorrenza, le farmacie capitoline. “La giunta in carica tiene molto alle sue farmacie e ai suoi farmacisti”, ha quindi concluso il commissario Farmacap, rassicurando così in ordine alle possibili ripercussioni che un’eventuale vendita degli esercizi avrebbe potuto comportare per i livelli occupazionale degli oltre 200 farmacisti dipendenti.

Alla festa annuale dei farmacisti romani ha portato il suo saluto e il suo apprezzamento anche il presidente dell’ordine dei Medici di Roma Giuseppe Lavra, che – sempre prendendo spunto da un passaggio della relazione introduttiva di Croce – ha toccato il tema della riforma degli Ordini professionali, con un giudizio severo sui contenuti delle misure al riguardo contenute nel ddl Lorenzin approvato a fine ottobre dalla Camera dei deputati: “È un provvedimento che non va nella direzione di modernizzare e valorizzare gli ordini” ha detto Lavra “ma rischia semmai di limitarne l’autonomia”. Cosa che avrebbe ripercussioni negative per chi – come i medici e i farmacisti – gioca “nel centrocampo della sanità italiana, nella zona nevralgica del campo” ha detto Lavra, riprendendo la metafora di Croce sul ruolo forse oscuro ma assolutamente indispensabile, da veri mediani,  che i farmacisti giocano nel vivo della sanità, sul territorio.

La festa romana, vissuta con sincera partecipazione dai colleghi , ha visto la premiazione con la medaglia d’oro per i 50 anni di laurea di Bruno Chimenti, Anselmo Ciambellini, Francesco Maria De Bella,Vincenzo Esposito, Ventura Fargion, Laura Franceschetti, Umberto Frisoni, Annamaria Iannuzzi, Vincenzo Luzi, Loretta Macchiati, Giuseppe Marchetti, Luigi Antonio Saverio Martelli, Maria Gabriella Migliorino, Franco Molinari, Paolo Morrone, Franco Mostacci, Raffaele Murino, Marco Pinchetti, Rina Rinaldi e Lucrezia Savelli e il benvenuto, con la consegna di una pergamena e di una copia del codice deontologico, ai nuovi iscritti all’Albo.

Un riconoscimento speciale – una targa dell’Ordine –  è stato conferito alla già ricordata assessore Valente, il cui impegno in Conferenza delle Regioni è stato decisivo per il varo, nello scorso mese di maggio, delle nuove linee guida in materia di tirocini extracurriculari, che hanno posto fine all’utilizzo improprio in farmacia di questo istituto, fenomeno denunciato proprio dall’Ordine di Roma nel convegno del 22 giugno 2016 nel corso del quale partì e si saldò la collaborazione con l’assessore Valente. Altri riconiscimenti sono andati ad Anna Teresa Palamara, presidente di sezione del Consiglio superiore di Sanità  e coordinatrice di Microbiologia nel Dipartimento di Sanità pubblica e Malattie infettive dell’Università Sapienza di Roma; Menotti Calvani, docente della Scuola di specializzazione in Scienze dell’alimentazione dell’Università Tor Vergata di Roma  e Giovambattista Maggiorelli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Velletri.