Farmacia, non passa detrazione spese per videosorveglianza

Roma, 21 maggio – Nel corso della discussione della proposta di legge concernente le Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni,  la Camera – visti i pareri contrari della relatrice Angela Ianaro e del Governo, rappresentato nell’occasione dal sottosegretario alla Salute Sandra Zampa – ha respinto ieri un emendamento all’art. 6 del testo del provvedimento, a firma di Marcello Gemmato (FdI, nella foto) volto a riconoscere un credito di imposta per le farmacie in ordine all’installazione di dispositivi di videosorveglianza e di sicurezza.

Una richiesta, quella di Gemmato, fondata sulla necessità di dare un dovuto riconoscimento a un presidio sanitario del territorio  che – con la rarefazione di altre strutture del Ssn (chiusure di ospedali, punti di primo soccorso, ambulatori medici nelle piccole località) – rimangono in “tanti comuni montani e tante piccole comunità l’unico riferimento sanitario del territorio, a maggior ragione dopo la legge n. 69/2009 sulla farmacia dei servizi  che declina in positivo questo conceto”.

Nel suo intervento in Aula, Gemmato ha invitato i colleghi deputati a essere coerenti con i molti interventi di lode e apprezzamento “a favore dei farmacisti e degli operatori sanitari in genere”, con particolare riferimento a quanto fatto durante l’emergenza Covid. Ma, ha detto il deputato di Fratelli d’Italia, anch’egli farmacista (è titolare a Terlizzi, in provincia di Bari), da una parte tutti “parlano bene di questi angeli, dei camici bianchi, dei farmacisti, dei medici, degli infermieri, dei biologi, salvo poi, quando si deve declinare in positivo questi concetti astratti, dire di no, anche in maniera abbastanza veloce e distratta”  a quegli emendamenti che rappresenterebbero per queste categorie professionali un riconoscimento concreto.

“Chiederei al Governo il perché non va bene un credito d’imposta, peraltro, anche di piccola entità,  approvato in sede di Commissione Bilancio e quindi fattibile” ha detto Gemmato. “Se il dibattito d’Aula deve essere quello di un mero eseguimento di ordini di partito che ci dicono ‘sì’ e ‘no’ e poi le parole sono vuote e vacue, allora io dico anche ai colleghi di maggioranza che i farmacisti di smettere pure di farlo. Che ringraziate a fare, che lo fate a fare? È una presa in giro, non ditelo più! Si dica semplicemente: fate per fatti vostri e vedetevela per fatti vostri, in tal modo i farmacisti saranno attrezzati a vedersela per fatti propri. Avere, ogni volta, questa solidarietà vuota, senza significato, è una doppia presa in giro” ha concluso Gemmato, invitando la maggioranza a una riflessione rispetto a questo tema “non per motivi astratti ma per un rispetto che si deve a una categoria professionale”.

Un appello, quello di Gemmato, che per quanto accorato non ha però influito sulle sorti dell’emendamento, che è stato respinto.

Per contro, sempre ieri è stato approvato un ordine del giorno a prima firma di Andrea Mandelli (Forza Italia), che porta avanti i contenuti della proposta correttiva di Gemmato, impegnando il Governo “a valutare l’opportunità di consentire interamente la detrazione fiscale delle somme spese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza delle farmacie e parafarmacie, al fine di garantire alle stesse l’adozione di misure di prevenzione e protezione dei lavoratori che, nel contempo, si traducano anche in tutela degli stessi cittadini”.

Misura che,  spiega l’ordine del giorno, hanno già dimostrato di rappresentare un valido deterrente contro la proponsione della crominalità a utilizzare “spesso le farmacie e le parafarmacie …come veri e propri bancomat”.

“L’importante attività investigativa svolta dalle Forze dell’Ordine, anche grazie alle immagini dei circuiti di videosorveglianza, ha portato in diverse occasioni all’arresto di rapinatori”  si legge infatti nell’ordine del giorno. “L’installazione e la gestione di servizi di videosorveglianza nelle farmacie e nelle parafarmacie risultano, quindi, uno strumento necessario per combattere la criminalità, tutelare l’incolumità fisica dei farmacisti e dei pazienti”.