Via libera Fda al vaccino J&J, forse arriverà in Italia già ad aprile

Roma, 2 marzo – La Food and Drugs Administration ha dato il via libera all’autorizzazione di emergenza per il vaccino monodose contro il coronavirus prodotto da Johnson & Johnson. Si tratta del terzo siero anti Covid approvato negli Stati Uniti dopo quelli sviluppati da Pfizer/BioNTech e Moderna. L’agenzia federale statunitense ha constatato che il vaccino prodotto dalla compagnia statunitense è “altamente efficace nel prevenire le formi gravi di Covid-19, incluse quelle derivanti dalle nuove varianti”.

La notizia era attesa, dopo le prime valutazioni positive dell’agenzia regolatoria americana di una settimana fa e i dati diffusi dalla stessa azienda alla fine dello scorso mese di gennaio, che riferivano di un’efficacia complessiva nel fermare i casi gravi della malattia pari all’86%.

Va ricordato che la peculiarità del vaccino J&J, rispetto a tutti gli altri già in uso, è quella di essere pienamente efficace con una sola dose. Il via libera USA al vaccino spiana la strada alla sua autorizzazione anche in Europa e quindi in Italia. L’Ema dovrebbe occuparsene già a inizio aprile e, dopo il sì della Commissione europea, il vaccino potrebbe ottenere il semaforo verde anche dall’Aifa intorno al 12-13 aprile. in coincidenza con l’arrivo delle prime dosi del nuovo siero nel nostro Paese.

Visualizza immagine di origineAl riguardo, il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi (nella foto a sinistra)  nella sua qualità di amministratore delegato di Janssen  (l’azienda farmaceutica del gruppo J&J che si occupa della produzione del vaccino), ha affermato ieri che “entro giugno potrebbero arrivare in Italia alcuni milioni di dosi e 27 milioni entro dicembre”, notizia che apre uno spiraglio di luce nell’attuale situazione di scarsa disponibilità di dosi vaccinali.

Oltre al vantaggio della somministrazione in dose singola, il vaccino Janssen ha anche quello di un’agevole conservazione, non avendo bisogno di particolari catene del freddo: è infatti sufficiente mantenerlo in normali frigoriferi tra i 2 e gli otto gradi. E, altro aspetto fondamentale, la produzione del siero non dovrebbe riservare le brutte sorprese arrivate dagli altri vaccini. Secondo Scaccarabozzi, è possibile immaginare di avere entro la fine dell’anno anche una produzione italiana, o quantomeno “una partecipazione alla produzione anche da parte italiana, perché questa è stata una corsa di collaborazione scientifica già nella ricerca mondiale”.

Per aumentare la produzione del vaccino J&J ha stretto dal 2020 una partnership con la Catalent, società con  sede nel New Jersey. L’accordo prevede che una parte della produzione dei vaccini venga fatta in USA e in Italia, nello stabilimento Catalent di Anagni , in provincia di Frosinone. Un altro accordo, per la produzione quinquennale di vaccini, è stato siglato con la Emergent BioSolutions, i cui stabilimenti si trovano in Maryland. La società farmaceutica francese Sanofi ha inoltre offerto a J&J il proprio stabilimento di Marcy l’Etoile per la produzione del vaccino Janseen  a un ritmo di 12 milioni di dosi al mese.