Venturi (ER): “Se arriva la flat tax il Ssn non starà in piedi”

 

Roma, 11 giugno – Se i primi scambi (a distanza) tra Governo e Regioni in materia di salute sembrano prefigurare buone prospettive di intese future, almeno per quanto riguarda i farmaci, non altrettanto si può dire per quella che è la madre di tutte le questioni, ovvero il finanziamento del Ssn, alimentato dalla fiscalità. E condannato a ”non stare in piedi”,  almeno secondo il lapidario il giudizio di Sergio  Venturi, assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna (nella foto) se davvero il Governo intende perseguire e realizzare l’ipotesi di introdurre la flat tax.

“Il sistema sanitario si regge sulla fiscalità generale” ha affermato al riguardo Venturi, intervenendo venerdì scorso a Bologna al congresso regionale dell’Anaao, l’associazione nazionale dei medici dirigenti del Ssn. “Con una tassazione unica, non sta in piedi. Dove li prendiamo i soldi che mancano? La soluzione  però non è accelerare sull’autonomia regionale per tenerci prima i soldi, perchè con la flat tax ce ne teniamo comunque di meno”.

Il finanziamento del servizio sanitario nazionale sarà dunque uno dei temi caldi dei prossimi mesi. “Non ho ancora incontrato il nuovo ministro Giulia Grillo” ha detto al riguardo Venturi. “Mi sono solo trovato con lei in occasione di una tavola rotonda e mi è sembrata una persona ragionevole. In
cinque anni si è sempre occupata di sanità’, all’inizio aveva assunto due o tre posizioni su Stamina e sui vaccini di cui forse in seguito si è vergognata anche lei. Ma sono passati quattro anni, oggi non conta”.

L’assessore, riferisce l’agenzia Dire, ha poi assicurato che “tolti alcuni ministri, pochi, non abbiamo pregiudizi verso il nuovo Governo. E sul ministro Grillo non ne ho, anche perché  sulla sanità  un modo ragionevole di intendersi per difendere il servizio sanitario nazionale alla fine si trova sempre”.

Preoccupato,  invece, il vicepresidente nazionale dell’Anaao Carlo Palermo. “Non si è mai visto un sistema di tassazione unico che non vada a incidere, dal punto di vista della tenuta finanziaria, sui diritti sociali come il servizio sanitario nazionale” ha affermato il numero due di Anaao “e anche l’autonomia regionale ci preoccupa, perché non vorremmo che si innescassero altre disuguaglianze tra le Regioni, differenze che sono già la cifra attuale del sistema”.