Veneto, le farmacie “prendono in carico” i pazienti diabetici e Bpco

Roma, 25 marzo – La data è quella del 1° aprile, ma non si tratta del classico “pesce”: parte davvero, in Veneto, la presa in carico da parte delle farmacie dei pazienti cronici (nel caso di specie le malattie sono il diabete e la Bpco), nell’ambito del progetto avviato già da tempo per sperimentare nel territorio regionale la “farmacia dei servizi”.

A comunicare ufficialmente la partenza dell’iniziativa, che conferma il ruolo di apripista della Regione presieduta da Luca Zaia (nella foto),  è una nota del 22 marzo scorso di Azienda Zero, l’ente unico voluto dalla Regione Veneto  per governare in modo organico la sanità regionale, indirizzata alle Asl e alle sigle delle farmacie (Federfarma Veneto, Assofarm Veneto e Farmacieunite), per comunicare appunto l’avvio della fase operativa. A far data dal primo giorno di aprile, le farmacie che partecipano al progetto potranno accedere alle funzionalità web  nel portale sanità di Regione Veneto (all’interno dell’appostia sezione FSEr dedicata alle farmacie), utilizzando le credenziali già rilasciate dall’Asl competente per territorio per l’accesso ai servizi regionali di gestione dell’erogazione della ricetta dematerializzata.

Ciò renderà possibile seguire nelle farmacie che hanno aderito al progetto (e i cui farmacisti si sono adeguatamente formati con Ecm residenziali e via Fad su tematiche come l’aderenza, lo switch tra prodotti diversi contenenti lo stesso principio attivo, la fragilità dei pazienti cronici, la loro presa in carico e la farmacovigilanza)  i pazienti scarsamente aderenti o non aderenti alle teapiie croniche per diabete e/o Bpco in farmacia fina dal momento dell’erogazione dei farmaci.  I pazienti verranno seguiti per due anni, durante i quali i farmacisti porranno in essere una serie di azioni per miglioare l’aderenza alle terapie, tra cui counselling individuale e comunicazione strutturata.

Azienda Zero, con la sua nota di venerdì scorso, invita le Asl ad attivare le azioni necessarie per l’avvio del progetto entro il 1° aprile, informando subito le farmacie che hanno aderito al progetto della partenza delle attività e dettando le specifiche operative ai fini della loro identificazione e interazione con il portale regionale.

“Ho già avuto occasione di dire, già all’avvio della sua fase formativa rivolta ai farmacisti di comunità” commenta Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite “che il progetto veneto, per il quale il nostro indacato si è speso con grande convinzione e determinazione fin dalle sue prime battute, è un’autentica svolta nella storia delle farmacie di comunità del nostro Paese.  perché amplifica con contenuti alti e nuovi il loro ruolo di presidi sanitari di riferimento del cittadino nella prossimità territoriale”.

La  sperimentazione veneta per la presa in carico dei pazienti cronici sofferenti di diabete e Bpco ha ovviamente anche contenuti economici: la Regione  sosterrà  infatti il progetto,  in questa fase, con un finanziamento di 1,5 milioni di euro, dopo essere già intervenuta per finanziare la fase propedeutica destinata alla formazione. Decisamente interessante, in primo luogo in termini di principio, la previsione di retribuire le farmacie con un fee professionale per ciascun assistito arruolato.

“Al di là delle cifre, che in ogni caso sono un importante riconoscimento del fatto che i servizi hanno un contenuto economico che va remunerato” conclude Muschietti ” quel che più rileva sono le implicazioni positive di una modalità retributiva che riconosce e sostanzia il ruolo professionale del farmacista nella presa in carico dei pazienti cronici. Possiamo dire che il Veneto apre concretamente il primo tratto di strada che la rete delle farmacie di comunità italiane dovrà percorrere fino in fondo con coraggio e determinazione, se vuole garantirsi il futuro che le compete come presidio di prossimità del Ssn”.