Vaccini, via libera in Commissione per il decreto, già approdato in Aula

Roma, 12 luglio – Via libera dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato al decreto vaccini, su cui il Governo ha posto la fiducia, che approda così in Aula. Durante la seduta notturna, riferisce una nota dell’agenzia Ansa, la Commissione ha approvato, tra gli altri, l’emendamento che prevede l’istituzione dell’Anagrafe vaccinale nazionale, che registrerà la situazione vaccinale degli italiani, e un emendamento che prevede vaccinazioni anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici (sul quale, però,  si attende il parere della Commissione Bilancio).

Sono queste le novità principali del testo che prevede l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola.

Tra le modifiche apportate nel passaggio in Commissione a Palazzo Madama, la principale riguarda la riduzione delle vaccinazioni obbligatorie, passate da 12 a 10, ovvero: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. A queste, poi, se ne aggiungono altre quattro “consigliate” attivamente dalle Asl: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus.
Diminuite, inoltre, le sanzioni ai genitori che non vaccinano e tolto il riferimento al rischio della perdita di patria potestà.

Tra gli emendamenti approvati nei giorni scorsi, quello di maggiore interesse per la professione farmaceutica è la possibilità, per i medici, di somministrare i vaccini in farmacia (cfr. RIFday del 10 luglio)

Al momento, le ministre della Salute e dei Rapporti con il Parlamento, Beatrice Lorenzin  e Anna Finocchiaro, escludono il ricorso alla questione di fiducia sul provvedimento, anche in ragione del fatto che l’approvazione degli emendamenti in Commissione è stata resa possibile da un’intesa stretta tra Pd e Forza Italia. L’unica incognita è rappresentata dalla possibile richiesta di voti segreti avanzata dalla Lega: l’eventuale formalizzazione della richiesta potrebbe infatti indurre il Governo a rivedere la sua posizione.
All’esordio in Aula, intanto, sono state  bocciate tutte le cinque pregiudiziali costituzionali presentate dalle opposizioni.