Vaccini, si rimodulano le campagne, Italia verso produzione di Sputnik

RVisualizza immagine di origineoma, 10 marzo – In attesa dell’arrivo di nuovi vaccini e con il via libera del ministero della Salute al vaccino AstraZeneca anche per gli over 65, le campagne vaccinali sono state rimodulate e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen (foto a sinistra) annuncia il parere positivo dell’Ema alle linee guida per accelerare l’approvazione di vaccini adattati a nuove varianti.

Passando in rassegna i fatti principali relativi al dossier vaccini, va segnalato il persistere del duro atteggiamento della Commissione europea nei confronti di AstraZeneca, accusata di avere distribuito  meno del 10% delle dosi previste. Ulteriori misure di stop all’export  come quella adottata nei giorni scorsi dall’Italia, che ha bloccato 250mila dosi di vaccino prodotte in Italia destinate all’Australia,  dipenderanno dalla capacità dell’azienda di “ricreare la fiducia onorando il contratto”.  In ogni caso, da aprile nell’Unione europea le dosi di vaccino antiCovid disponibili Visualizza immagine di originedovrebbero essere 100milioni al mese.
Anche l’assessore alla Sanità della regione Lazio, Alessio D’Amato (nella foto) spiega che non è stato consegnato “tutto ciò che era previsto ci auguriamo che ora le società farmaceutichemantengano gli impegni. Abbiamo bisogno di avere una programmazione delle consegne almeno per aprile e maggio”.
Merita un cenno anche la notizia della firma del primo accordo in Europa tra il fondo governativo russo e la società Adienne Pharma&Biotech per la produzione in Italia del vaccino Sputnik V. Ad annunciarlo è stata la Camera di commercio italo-russa, confermando la sigla del primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino. La partnership permetterà di avviare la produzione già dal mese di luglio 2021.
La Camera di commercio italo-russa spiega che “il processo produttivo innovativo” del vaccino russo Sputnik “aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e permetterà all’Italia di controllare l’intero processo di produzione del preparato. Questo permetterà la produzione di 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno”.
Con le 684mila dosi di Astrazeneca e le circa 665mila di vaccino Pfizer già consegnate, sono 7.891.990 milioni le dosi di vaccini anti-Covid arrivate in Italia. Di queste ne sono state somministrate 5.587.592, mentre sono in totale 1.697.225 gli italiani vaccinati e che hanno dunque ricevuto entrambe le dosi.

La percentuale delle dosi somministrate a livello nazionale è di circa il 70,7% mentre a livello regionale la Valle d’Aosta e la Campania hanno somministrato rispettivamente l’87,7% e l’86,8%. Sotto il 70% ci sono invece la Sardegna (60,6%), la Liguria (65.6%) e la Calabria (65,7%).