Vaccini, Melazzini (Aifa): “I nostri dati attestano la loro assoluta sicurezza”

Roma, 19 luglio – Non cessano le polemiche sul decreto vaccini, impegnato in Senato in un iter di conversione in legge che si sta rivelando ancora più problematico del previsto, con un dibattito in Aula che sarebbe eufemistico definire acceso e che ha fatto sorgere più di un sospetto sul disegno, perseguito dalle opposizioni ma non solo, di far decadere il provvedimento prima della sua scadenza, tra tre settimane.

E proprio in relazione alle dichiarazioni di alcuni senatori nel corso del dibattito parlamentare ha ritenuto ieri di dover intervenire il direttore generale di Aifa, Mario Melazzini: “Mi preme sgomberare il campo dalle possibili strumentalizzazioni politiche partendo dal rilevare una cosa singolare: c’è chi accusa Aifa di non fornire dati, e chi accusa i dati che l’Agenzia fornisce giudicandoli allarmanti” ha affermato il DG dell’agenzia regolatoria nazionale. “Credo sia necessario riportare la questione in base a principi di lealtà, correttezza, trasparenza e verità scientifica. Aifa fornisce tutti i dati perché per l’Agenzia italiana del farmaco il primo interesse è la tutela della salute del cittadino”.

“Il numero delle reazioni avverse segnalate nel rapporto” ha quindi spiegato Melazzini “sono l’insieme di tutto quanto avvenuto in Italia e i dati sono stati elaborati su base scientifica e non ammettono errori. Il numero delle reazioni avverse va letto in modo oggettivo: i vaccini, come qualsiasi altro farmaco, possono produrre effetti indesiderati. Nel caso dei vaccini ciò viene registrato puntualmente: dal pianto del bambino, alla reazione cutanea locale per l’iniezione e così via”.

“Dei decessi segnalati nel biennio 2014-2015 nessuno, dai riscontri autoptici effettuati, è correlabile ai vaccini” ha concluso con nettezza Melazzini. “I dati raccolti accuratamente e con costanza non fanno altro che testimoniare la correttezza dell’operato di Aifa e l’assoluta sicurezza dei vaccini“.

Uno dei principali destinatari della puntuale e puntuta precisazione del DG Aifa è sicuramente il senatore di Ala Vincenzo D’Anna, che aveva polemicamente chiesto alla relatrice del provvedimento (Patrizia Manassero, Pd) e alla presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi  “se i dati dell’Aifa fanno parte della relazione che hanno tenuto sui vaccini o non ne fanno parte, e se il Ministro abbia omesso di informare il Parlamento su questi dati, avendo sia l’Aifa che il signor ministro ricevuto una denuncia da parte del Codacons per omissione di rivelazione di questi dati. Sono 21.658 casi di reazioni avverse, di cui 454 gravi, in tre anni”, fattispecie ben diversa, secondo D’Anna, “dalla pantomima  di un caso su un milione…”
“Forse il senatore D’Anna non vede differenza, ma qui non siamo in un Aula di tribunale” la replica a stretto giro della presidente De Biasi. “Se il senatore D’Anna ha qualche problema, essendo lui un membro della Commissione, qualche volta venga a bere il tè da noi con i pasticcini e vedrà che sarà debitamente informato”.