Vaccini in farmacia, Mandelli: “È la strada scelta dall’Europa”

Roma, 10 settembre – Nelle polemiche sulla figura del farmacista vaccinatore, che vede schierati su opposte sponde i medici, contrari all’ipotesi che l farmacia possa somministrare il vaccino, e i farmacisti che invece sostengono e perseguono l’ipotesi, la Fofi continua a ribadire con fermezza le sue posizioni, nonostante non siano condivise (come  attesta da ultimo la sortita di ieri di Conasfa) da larghi settori della professione farmaceutica.

Il presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto) tira dritto, come ad Adn Kronos Salute, che porre il tema di fare le vaccinazioni anti-influenza anche in farmacia “è doveroso, per non restare fanalino di coda”, dal momento che “molti Paesi europei, e non solo, stanno andando nella direzione del farmacista vaccinatore”, in accordo con l’incoraggiamento che arriva dalla comunità scientifica,  preoccupata di ridurre al massimo i rischi di confusione tra sintomi Covid e influenza.

“Francia, Germania, Portogallo, Inghilterra (dove addirittura si discute una legge per far fare al farmacista il vaccino anti-Covid che verrà), Austria, ma anche Usa o Canada”  ricorda ancora Mandelli “stanno andando verso la figura del farmacista vaccinatore, sempre con un percorso di preparazione. E noi non possiamo rimanere indietro perché l’Europa non può piacerci un giorno sì e uno no: se ci  piace per il Recovery fund, ci deve piacere anche per questo tipo di  temi. E la preparazione dei farmacisti italiani non è certo da meno di quella dei colleghi europei”.

Mandelli precisa comunque che nessuno vuole scatenare guerre interprofessionali, appropriandosi di comeptenze altrui: “Nessuno  vuole mettere in discussione la prerogativa del medico nell’anamnesi o nella prescrizione” afferma il presidente Fofi. “Il tema è capire come dalla prescrizione si possa  arrivare all’effettuazione del vaccino. Credo che in un momento così difficile porre questi temi sia un dovere, poi si discuterà sulle modalità”.

Il presidente della Fofi ricorda quindi il perdurante stato di emergenza e ribadisce le sue forti preoccupazioni in ordine alla disponibilità nel territorio dei vaccini contro l’influenza stagionale, in particolare per chi non appartiene alle categorie a rischio e vuole comunque acquistarli in farmacia (si tratta, secondo le stime, di circa un milione di dosi, che potrebbero mancare all’appello, considerato che gli ordinativi delle Regioni alle aziende produttrici, secondo le stime, sono il 40% in più rispetto agli anni scorsi.

Il rischio, secondo Mandelli, è che “possa crearsi una ‘tempesta perfetta’ simile alla ‘guerra delle mascherine’ che si era  scatenata all’inizio dell’epidemia, con persone impossibilitate ad avere il vaccino”.