Vaccini in farmacia, a Roma l’Ordine apre un tavolo di confronto

Roma, 8 ottobre – Prima seduta operativa per il nuovo consiglio direttivo dell’Ordine di Roma insediatosi  lo scorso 28 settembre, trovandosi subito di fronte la spinosa questione dell’ordinanza della Regione Lazio concernente la campagna vaccinale antinfluenzale 2020-21. Dove, come è noto, hanno trovato spazio sia la decisione di “stornare” dalla dotazione regionale 100 mila dosi di vaccino da dispensare nelle farmacie territoriali per l’acquisto privato dei cittadini attivi tra i 18 e i 59 anni che altrimenti avrebbero corso il rischio di non trovare il modo di immunizzarsi, sia la possibilità per le farmacie di procedere “all’organizzazione di un servizio di somministrazione/inoculazione del vaccino con conseguente assunzione di responsabilità”.

Misura, quest’ultima, che ha sollevato una vera propria levata di scudi della professione medica, risolutamente contraria all’ipotesi di consentire la somministrazione del vaccino in farmacia, nonostante le straordinarie circostanze prodotte dalla concomitante circolazione del coronavirus – con tutti i rischi annessi e connessi – avrebbero richiesto, più che atteggiamenti di chiusura totale nei confronti di soluzioni ipotizzate al solo scopo di garantire l’accesso al vaccino in modo efficace ed efficiente di quanti più cittadini possibili, un approccio pro-attivo, più aperto alla discussione e alla collaborazione, nel superiore interesse della salute pubblica.

In ogni caso, l’intransigente no dei medici ha poi trovato eco il 5 ottobre scorso nel parere reso dal Cts sulla questione, richiesto dalla stessa Regione Lazio.  E il parere negativo del Comitato tecnico scientifico, è pressoché inevitabile, imporrà alla giunta regionale di rivedere il contenuto della sua ordinanza, cosa che – questa la strada scelta e annunciata dall’assessore regionale alla Sanità  Alessio D’Amato – avverrà passando prima attraverso un confronto con le professioni sanitarie direttamente coinvolte.

Al riguardo, la Regione ha già convocato per il pomeriggio di lunedì prossimo, 12 ottobre, un incontro con i rappresentanti delle sigle dei medici e delle farmacie (ci sarà anche Salvatore Menditto, delegato regionale degli Ordini dei farmacisti laziali, che sempre il 5 ottobre avevano chiesto di essere sentiti).

Il consiglio direttivo dell’Ordine romano (tenutosi oggi in teleconferenza), in considerazione della grande rilevanza dell’argomento e delle sue dirette implicazioni sul ruolo, la funzione e la collocazione della figura professionale del farmacista nel sistema di salute nazionale, ha deciso di istituire un tavolo tecnico provinciale per discutere l’argomento e contribuire, per quanto possibile e indipendentemente dalle decisioni che verranno assunte presumibilmente a stretto giro dalle autorità regionali, a individuare gli spazi e le prospettive praticabili per un allargamento delle competenze professionali del farmacista (sull’esempio di quanto già accade in 26 Paesi del mondo)  che possa consentire a questo professionista un impegno nelle campagna vaccinali che possa andare, nell’interesse della pubblica salute, oltre la semplice dispensazione dei vaccini.

La prima riunione del tavolo tecnico, al quale in prima battuta saranno convocati i rappresentanti delle sigle delle farmacie private e pubbliche, Federfarma e Assofarm (ma i lavori saranno subito estesi anche alle altre componenti professionali interessate, a partire dai sindacati), sarà convocata già per la prossima settimana, in una data che sarà comunicata non appena messe a punto (in accordo con le disposizioni di di sicurezza anti-Covid) tutte le modalità necessarie per lo svolgimento in sicurezza dell’incontro.