Vaccini, Breton (Ue): “Per l’Italia 54 milioni di dosi nei prossimi 3 mesi”

Roma, 20 aprile –  “All’ Italia 54 milioni di vaccini nei prossimi tre mesi“. Questa la rassicurante affermazione che Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno, ha rilasciato domenica sera durante l’intervista di Fabio Fazio ai microfoni di Che tempo che fa.

C’è una accelerazione, è più di tre volte rispetto a quello che è stato ricevuto nel primo trimestre e ci sono 6,5 milioni di dosi in più rispetto del previsto” ha detto ancora il commissario Ue, provando a spiegare i tentennamenti e i ritardi verificatisi nei primi mesi dell’anno. “Lo scorso agosto nessuno sapeva come avrebbe funzionato un vaccino. Abbiamo firmato una serie di contratti, abbiamo avuto 106 proposte e ne abbiamo scelte 6 (…). Speriamo di avere in futuro anche Sanofi. E se AstraZeneca avesse rispettato gli impegni, le cose sarebbero andate anche meglio“.

Breton ha parlato anche del passaporto vaccinale. “La nostra idea è quella di poter mettere a disposizione il certificato quando ci sarà un aumento delle persone vaccinate”  ha detto al riguardo il commissario. “Si tratta di un documento volontario e non obbligatorio, ma se avremo più il 70% delle persone vaccinate, sarà molto importante poter riaprire tutti i luoghi pubblici e ricominciare una vita normale“.

L’obiettivo della Comissione Ue – ha aggiunto ancora – è avere sufficienti vaccini al 15 luglio, in modo tale che più del 70% della popolazione adulta possa aver ricevuto la seconda dose e non solo la prima“.

Il commissario ha quindi riservato  un passaggio anche sulla produzione dei vaccini: “L’Ue è il primo fabbricante di vaccino insieme agli Stati Uniti in tutto il mondo. Lavoriamo in sintonia con gli Usa per fare vaccini. In 10 mesi abbiamo fatto ciò che solitamente si fa in 3-4 anni. La pandemia non conosce frontiere. Noi esportiamo il 40% di dosi di vaccino perché vogliamo occuparci anche dei Paesi vicini, perché è il nostro interesse” ha concluso. “L’Europa è questo e noi dobbiamo essere orgogliosi di questo: non è solo uno che deve sobbarcarsi il fardello della storia“.