Farmacologia clinica, no Sifo a Uoc: “Viola ambiti farmacisti ospedalieri”

Roma, 7 dicembre – Dopo la risoluta sortita dei giorni scorsi della Sinafo, anche la Sifo,  la Società scientifica dei farmacisti ospedalieri, è intervenuta sabato scorso per per esprimere la sua  forte preoccupazione nei confronti dell’emendamento al ddl Bilancio in discussione alla Camera (si tratta, per la cronaca, del n. 81.031, prima firmataria la deputa M5S Angela Ianaro) che propone di istituire all’interno delle strutture ospedaliere una Uoc che svolga tutta una serie di attività da sempre affidate ai servizi di farmacia ospedaliera. Una proposta che “lascia attoniti”, osserva la Sifo, perché “tocca inspiegabilmente alcune delicate responsabilità professionali”.

L’emendamento, afferma senza mezzi termini il presidente della Sifo Arturo Cavaliere (nella foto), “viola palesemente un perimetro professionale da sempre presidiato con attenzione e competenza dai farmacisti ospedalieri e territoriali”.  E c’è anche una scelta di tempo a dir poco maldestra, per il presidente dei farmacisti ospedalieri. “Riteniamo poco apprezzabile che la proposta citata giunga nel pieno momento pandemico nel quale i farmacisti, insieme a medici ed infermieri, stanno fortemente contribuendo alla gestione di un’emergenza che tuttora vede i professionisti impegnati in prima linea, una situazione che vedrà i Farmacisti ospedalieri ulteriormente coinvolti nella prossima complessa e delicata gestione del processo di conservazione, dispensazione e allestimento del nuovo vaccino Covid-19”.

Immagine-contattoUna posizione ribadita con forza da Paolo Serra, membro del Consiglio direttivo Sifo (nella foto a sinistra). “Prendiamo le distanze in modo fermo da una proposta che non solo non ci premia, ma che sulla carta collocherebbe i farmacologi in strutture sovraordinate rispetto alle Uoc dei Servizi farmaceutici. Riteniamo che i profili specialistici – ricordiamo che quella della Farmacia ospedaliera è una specializzazione quadriennale – debbano connotarsi in coerenza con il proprio percorso formativo e conseguentemente collocarsi in linee di attività esclusive”.

“Non accettiamo questo tentativo di invasione di campo in ambiti già codificati e attribuiti al farmacista e già supportati da numerose norme di legge” continua Serra. “Abbiamo da sempre a cuore la qualità dell’assistenza farmaceutica e non troviamo corretto che i nostri spazi professionali vengano sottratti a favore di altre figure che non hanno mai svolto la professione del farmacista oOspedaliero”.

Inevitabile la conclusione dei due rappresentati Sifo: “Riteniamo irricevibile e inopportuno l’emendamento citato e auspichiamo al contrario che si continui a investire sulla nostra figura professionale come già accade negli altri Paesi europei nei quali la Farmacia clinica è una realtà ben consolidata e nota per contribuire a migliorare gli esiti clinici e organizzativi dei sistemi sanitari”.