Università di Perugia, educazione sanitaria,
il ruolo del farmacista

Roma, 22 novembre – Una buona sensibilità nei confronti delle tematiche di educazione sanitaria e la consapevolezza di poter e dover  avere un ruolo essenziale nel coinvolgere responsabilmente tutti i cittadini nella promozione di nuovi comportamenti nei confronti della salute.

Questo l’esito principale di uno studio condotto da Vincenza Gianfredi, Silvano Monarca, Massimo Moretti e Milena Villarini, la prima della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva istituita nel Dipartimento di Medicina sperimentale dell’università di Perugia e gli altri in forza al Dipartimento di Scienze farmaceutiche dello stesso ateneo, pubblicato sulla rivista Recenti progressi in medicina.

Lo studio (qui è disponibile un abstract), del tipo cross-sectional, è stato condotto mediante l’utilizzo di due strumenti di rilevazione: un questionario anonimo autocompilato contenente 29 domande, somministrate a un campione selezionato di  farmacisti di farmacie private e pubbliche delle province di Perugia e Terni, e una scheda di valutazione ambientale composta da 21 item, compilata da studenti di Scienze farmaceutiche.

La ricerca ha avuto come obiettivo quello di valutare le conoscenze, gli atteggiamenti e i comportamenti dei farmacisti di comunità nei confronti degli interventi di educazione sanitaria e di promozione della salute effettuati. Hanno aderito al progetto il 70% dei farmacisti umbri, che nel 68,9% dei casi ritiene gli interventi di educazione sanitaria molto rilevanti. Il 57% si è dichiarato favorevole alla gratuità di tali interventi, con un monte di 14,5 ore settimanali  dedicate a queste attività, in media più di ore al giorno.

L’indagine, rilevate le profonde trasformazioni della figura professionale del farmacista, che  “come operatore sanitario del Servizio sanitario nazionale, sta ampliando le sue competenze nell’ambito della sanità pubblica, attraverso interventi di prevenzione delle malattie e di promozione della salute“,  evidenzia come, tra i servizi offerti in farmacia nell’ambito dell’educazione sanitaria e prevenzione, siano elencati, tra gli altri, le autoanalisi, le campagne di prevenzione e le analisi delle acque.

In merito invece alla tipologia di interventi ritenuta più efficace dai farmacisti, figurano ai primi posti i video, i colloqui personali e il materiale cartaceo che può essere diffuso all’interno degli esercizi.

La conclusione alla quale sono pervenuti i ricercatori è appunto che i farmacisti hanno manifestato “una buona sensibilità nei confronti delle tematiche di educazione sanitaria”. Di conseguenza, questi professionisti “possono e devono avere un ruolo essenziale nel coinvolgere responsabilmente tutti i cittadini nella promozione di nuovi comportamenti nei confronti della salute, permettendo così all’individuo di operare scelte di vita consapevoli per salvaguardare e migliorare il benessere della popolazione. Le farmacie infatti possono svolgere un servizio primario, visto il contatto diretto con i cittadini, il prestigio e l’esperienza comunicativa che hanno acquisito”.