Troppo paracetamolo in gravidanza espone il nascituro a rischio Adhd

Roma, 7 novembre – L’abuso di paracetamolo in gravidanza aumenta il rischio di deficit di attenzione e iperattività (Adhd) nel nascituro. È quanto emerge dai risultati di uno studio norvegese coordinato da Eivind Ystrom del Norwegian Institute of Public Health all’Università di Oslo,  pubblicati sul numero di novembre di Pediatrics.
La ricerca ha coinvolto quasi 113mila bambini e i loro genitori, inclusi 2.246 bimbi ai quali era stato diagnosticato la sindrome Adhd. Quasi la metà delle madri aveva assunto paracetamolo in gravidanza. L’uso del farmaco solo durante un trimestre sarebbe stato correlato a un aumento della probabilità di avere un figlio con Adhd del 7%, mentre il rischio sarebbe aumentato fino al 22% tra le donne che hanno assunto il medicinale per due trimestri e fino al 27% quando veniva utilizzato nel corso di tutta la gravidanza.
L’uso a breve termine, invece, per esempio inferiore agli otto giorni, non sarebbe stato associato all’aumento del rischio di Adhd, con una probabilità di avere figli con il disturbo del 10% inferiore rispetto alle madri che non usavano il farmaco.

Le donne che assumevano il farmaco per febbre e infezioni per un periodo di tempo compreso tra i 22 e i 28 giorni avevano invece una probabilità sei volte maggiore di avere figlio con Adhd.