Disturbi alimentari, ne soffrono tre milioni di italiani, 96% sono donne

Roma, 24 aprile – Dopo quello della violenza, è stato il tema più gettonato in occasione  della Terza Giornata nazionale sulla salute della donna, promossa dal ministero della Salute insieme alla Fondazione Atena Onlus e celebrata lo scorso 21 aprile, e non poteva essere altrimenti, alla luce della cifre  che indicano una preponderante prevalenza di genere. Si parla dei i disturbi alimentari, che in Italia riguardano più di tre milioni di persone, di cui il 95,9% sono donne e il 4,1% uomini.

Si tratta di numeri davvero preoccupanti, che fanno dell’anoressia la terza più comune “malattia cronica” fra i giovani. Una criticità dalle conseguenze molto pesanti, se si considera che i pazienti con anoressia fra i 15 ed i 24 anni presentano un rischio di mortalità 10 volte superiore a quello dei coetanei. Il numero di decessi in un anno per anoressia nervosa si aggira intorno al 6%, al 2% per bulimia nervosa e sempre intorno al 2% per gli altri disturbi alimentari non specificati.

La maggiore vulnerabilità riscontrata nel sesso femminile in età adolescenziale o giovane adulta sembra indicare che questi disturbi sono collegati a difficoltà nelle fasi di passaggio dall’infanzia alla vita adulta, scatenate dai cambiamenti fisici e ormonali caratteristici della pubertà. Le ricerche epidemiologiche, tuttavia ,registrano un aumento anche nella popolazione maschile.

L’incidenza dell’anoressia nervosa è di almeno 8 nuovi casi per 100 mila persone in un anno tra le donne, mentre per gli uomini è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi. Per quanto riguarda la bulimia si registrano ogni anno 12 nuovi casi per 100 mila persone tra le donne e circa 0,8 nuovi casi tra gli uomini. Per entrambe, la fascia di età in cui l’esordio si manifesta più spesso è quella tra i 15 e i 19 anni. Ma alcune osservazioni cliniche recenti indicano un aumento dei casi a esordio precoce, e non mancano i casi di insorgenza in età adulta.

Sul problema, insieme a quello della violenza di genere, ha voluto concentrarsi la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che ha istituito un tavolo tecnico sui disturbi alimentari,  soprattutto per fare il punto sulle eventuali diversità, di diffusione e trattamento, presenti a livello territoriale. “Sono circa tre milioni le donne che soffrono di questo genere di disturbi”  ha detto Lorenzin, ricordando che queste  patologie “rappresentano la seconda causa di morte per le giovani adolescenti”.

Alla luce dei numeri, i disturbi alimentari sono anche un paradigma delle differenze di genere  in materia di salute. Differenze che, ovviamente, richiedono anche diversità di trattamento. Almeno in questo, però, l’Italia non è rimasta indietro: “Abbiamo trasformato in legge il riconoscimento della medicina di genere” ha detto al riguardo Lorenzin “che vuol dire ricerca e sperimentazione clinica per le donne,  ma anche implementazione delle misure di prevenzione e di presa in carico del paziente al femminile. Perché c’è una diversità della donna. E curare una donna  significa favorire la salute di un’intera famiglia e di tutta la collettività“.