Tobia: “Vaccinazioni in farmacia tra fine aprile e inizio maggio”

Roma, 8 aprile – I cittadini potranno recarsi in farmacia per vaccinarsi “realisticamente tra fine aprile e inizio maggio”.

La previsione è di Roberto Tobia (nella foto), ospite ieri  del programma TGtg su Tv2000, l’emittente Risultato immagine per roberto tobiache fa capo alla Conferenza episcopale italiana.
“Attraverso il sistema della distribuzione del farmaco” ha spiegato Tobia “il vaccino arriverà in tutte le farmacie d’Italia che avranno aderito. Le liste per la prenotazione verranno gestite dalle Regioni che hanno già un accordo con la piattaforma di Poste italiane. Le altre Regioni potranno intervenire attraverso accordi paralleli. L’Italia purtroppo è un Paese a 21 velocità diverse con 21 sistemi sanitari diversi”.

Proprio quelle “velocità diverse” fanno risultare la previsione del segretario del sindacato dei titolari un filo troppo ottimistica: ove si eccettui la positiva sperimentazione in corso in Liguria – che ha peraltro scelto la strada di mettere a disposizione le farmacie come piccoli spoke vaccinali diffusi sul territorio, dove a vaccinare sono medici e infermieri e non il “farmacista vaccinatore” – dalle altre Regioni, non arrivano infatti segnali di un imminente inizio di attività di somministrazione in farmacia, nonostante il grandissimo e meritorio impegno profuso dalle organizzazioni di categoria.

Di due di queste Regioni, entrambe importanti (il Lazio e il Veneto) riferiamo proprio in questo numero del giornale, ed è agevole vedere come nella prima l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato abbia già pubblicamente  dichiarato che, finché non ci saranno schiarite sulla fluidità e regolarità delle forniture dei vaccini, l’avvio delle somministrazioni in farmacia è da escludere, anche per evitare di generare gli inevitabili problemi che deriverebbero dal dare inizio a un servizio per poi essere costretti a interromperlo dopo uno o due giorni, posizione sostanzialmente condivisa dai farmacisti della Regione. La prospettiva dei vaccini in farmacia, dunque,  si sposta inevitabilmente in avanti, nella migliore delle ipotesi a maggio inoltrato, sempre che il flusso delle forniture dei vaccini offra garanzie sufficienti.

Situazione non troppo diversa in Veneto, dove l’assessora Manuela Lanzarin, che ieri si è confrontata in videoconferenza con le sigle delle farmacie pubbliche e private, ha già indicato giugno come il mese in cui potrà forse essere avviato il servizio. E non va troppo diversamente altrove. Anche nella Regione di Tobia, la Sicilia, dalle informazioni in nostro possesso l’orizzonte temporale difficilmente potrà essere quello indicato dal segretario nazionale di Federfarma. Nell’isola, oltre tutto, non aiuta davvero la situazione venutasi a creare con le recenti dimissioni dell’assessore alla Sanità Ruggero Razza, rimasto invischiato nella brutta vicenda dei dati manipolati per evitare l’inserimento dell’isola in zona rossa. Le sue deleghe sono state assunte ad interim dal super-impegnato presidente Nello Musumeci, e questo ovviamente rischia di rendere più faticosa l’interlocuzione con l’amministrazione.

Ma analoghe situazioni, per quanto è dato sapere, si registrano in pressoché tutte le altre Regioni, come è peraltro comprensibile. L’auspicio, ovviamente, è quello che tutte le tessere del complesso mosaico – corsi formativi da completare, tirocini pratici, organizzazione logistica degli spazi, prenotazione e registrazione delle vaccinazioni, accordo regionale con la definizione dei profili di remunerazione e rimborso, meccanismi di distribuzione in farmacia dei vaccini da definire,  eccetera – si incastrino il prima e nel miglior modo possibile. Ma che ciò possa avvenire già a fine aprile o inizio maggio appare, alla luce della situazione, realisticamente difficile