Tariffa, nuovo decreto modifica i prezzi di alcune sostanze

Roma, 1 febbraio –  Sulla Gazzetta Ufficiale  n. 24 del 30 gennaio scorso è stata pubblicato il decreto 13 dicembre 2017 che rettifica e modifica il decreto 22 settembre 2017 di aggiornamento dellaTariffa nazionale per la vendita al pubblico dei medicinali.

Il decreto, già in vigore, ha modificato i prezzi di otto sostanze dell’Allegato A e rivisto i costi delle operazioni di smaltimento e sanificazione di cui all’Allegato B. I nuovi Allegati, integralmente riportati nel nuovo provvedimento, dovranno obbligatoriamente essere detenuti in farmacia (insieme a copia elettronica o stampata del decreto del 22 settembre 2017) e resi disponibili al pubblico per la consultazione.

Le correzioni apportate nascono anche (come ricorda lo stesso decreto nelle sue premesse) da due segnalazioni della Fofi del 17 novembre e del 27 novembre 2017,  “con le quale viene segnalata l’inesattezza dei  prezzi  di  talune  sostanze presenti nella «Tabella dei prezzi delle  sostanze» (…), in quanto  determinati sulla scorta dei costi di produzione al chilogrammo piuttosto che  al grammo”.

Le sostanze in parola  sono l’acido salicilico (il cui prezzo passa da 0,271 a 0,049 euro al grammo), l’acqua depurata (da 0,005 a 0,002 euro), la menta foglie (da 11,061 a 0,037), la procaina cloridrato (da 59,177 a 0,580), il saccarosio (da 0,491 a 0,022), il sodio fosfato bibasico (da 4,188 a 0,022), il sodio solfato anidro (da 1,221 a 0,025) e la  solfadiazina (da 0,991 a 0,938).
Dalle stesse segnalazioni Fofi nascono anche le modifiche introdotte all’Allegato B, contenente la «Tabella dei costi di preparazione», riguardanti in particolare le operazioni di smaltimento e sanificazione, in caso di allestimento di preparazioni magistrali contenenti sostanze citotossiche, mutagene, teratogene ed emoderivate. Il senso del rilievo (accolto) della Fofi era quello di contenere i costi a carico del paziente: rientrando infatti le sostanze elencate, nella maggior parte dei casi, tra quelle pericolose per la salute umana (con codice univoco H), per le quali è prevista anche l’applicazione di un supplemento pari a 2,50 euro, si è ritenuto appunto di “alleggerire” il carico sulle tasche del paziente prevedendo una diminuzione dell’importo “da 6 euro a 2,50 euro”.