Tar Puglia, il bacino d’utenza delle farmacie va rispettato

Roma, 7 giugno – Dovranno essere riviste le zone delle sedi farmaceutiche di Taranto, e non solo. Questa la conseguenza di una sentenza del Tar Puglia (sede di Lecce),  che ha accolto il ricorso proposto da una farmacia già operante, il cui bacino di utenza sarebbe stato inciso dalla istituzione di una nuova sede farmaceutica.
I giudici amministrativi – accogliendo le tesi della ricorrente, rappresentata dall’avvocato Pietro Quinto – hanno chiarito che il rapporto popolazione/farmacie fissato dalla legge (una farmacia ogni 3.300 abitanti) pur non potendo intendersi alla stregua di un vero e proprio bacino di utenza da assegnare ad ogni farmacia, risulta, pur tuttavia, importante elemento di cui l’amministrazione non può non tener conto in sede di istituzione di nuove sedi farmaceutiche, anche al fine di non alterare l’esigenza di un’equilibrata e razionale distribuzione del servizio farmaceutico in tutto il territorio comunale.
La sentenza del Tar salentino” commenta lo stesso avv. Quinto  “è di indubbia portata e costituisce il giusto bilanciamento tra interessi contrapposti; da un lato, l’amministrazione non può prescindere dall’esigenza di garantire una collocazione delle farmacie sull’intero territorio al servizio delle necessità dell’utenza, e dall’altro lato, il farmacista deve poter operare in una zona territoriale rapportata a un parametro pur esso fissato dal legislatore”.
Nel caso esaminato dal Tar di Lecce la questione era aggravata anche dal fatto che proprio la sede della farmacia ricorrente scendeva a un numero di utenti inferiore a 3.300 abitanti, mentre invece vi erano altre zone con un bacino di utenza che oscillava in media da 4.000 ad oltre 5.000 abitanti e in alcuni casi anche molto di più. La situazione fattuale è stata verificata dal Tar con apposita istruttoria.
“Nella delimitazione delle zone farmaceutiche” conclude Quinto “il Comune di Taranto, e con esso la Regione Puglia, aveva affermato di voler evitare sovrapposizioni geografiche e demografiche ma poi ha violato quei principi riconosciuti fondamentali dai giudici amministrativi”.