Convenzionata, diretta e Dpc, studio Sifo lontano da modello condiviso

Roma, 17 gennaio – “Incontro finale”, c’era chiaramente scritto nell’oggetto  della lettera di convocazione del gruppo di lavoro della filiera, nato su iniziativa della Sifo con l’obiettivo di definire una metodologia di valenza generale utile agli organi regionali per selezionare la modalità distributiva del farmaco in ambito Ssn.

La definizione, con ogni probabilità, era espressione di un auspicio e forse anche della speranza di compiere un significativo, se non addirittura definitivo, passo in avanti nella messa a punto di un progetto di riorganizzazione della distribuzione del farmaco, con una “ripesatura” di convenzionata, diretta e Dpc, condiviso dall’intera filiera.

Auspicio e speranza che, però, non hanno trovato compimento. L’incontro tenutosi ieri pomeriggio nella sede della Fofi, infatti, si è concluso con esiti assolutamente interlocutori, anche in ragione di un equivoco di fondo: lo studio prodotto dalla Sifo per la definizione di un modello base per una scelta appropriata delle modalità distributive tra diretta, Dpc e convenzionata (trasmesso a tutte le sigle partecipanti ai lavori), è stato nei fatti ricondotto al rango di bozza ancora da approfondire e mettere a punto.

Il che, in aggiunta al fatto che all’appuntamento di ieri erano assenti i “pezzi da novanta” (non era infatti presente nessun presidente delle sigle convocate al tavolo), ha finito per ridurre l’appuntamento a un pur utile scambio di valutazioni e considerazioni sulle risultanze dello studio Sifo. I cui contenuti  – stante la loro “provvisorietà” – non sono ancora divulgabili, anche se almeno due elementi del lavoro hanno finito per filtrare: il primo è che dal lavoro affidato quasi un anno fa al coordinamento di Giuseppe Turchetti, docente di Economia e management della Scuola Superiore S. Anna di Pisa sembrerebbe scaturire l’esito di una “convenienza”, sotto il profilo economico,  delle modalità di distribuzione diretta e per conto rispetto alla convenzionata.

Quest’ultima sarebbe infatti più vantaggiosa, e quindi da preferire, solo nel caso di distribuzione dei farmaci con prezzo fino a 20 euro.

La valutazione, però, sarebbe inficiata dal mancato calcolo dei costi di accesso al farmaco sostenuti dall’assistito (costi che sono anche di disagio sociale): una voce, questa, che secondo lo studio prodotto (sia pure in bozza) dalla Sifo è difficile se non addirittura impossibile quantificare oggettivamente. L’indicazione al riguardo, dunque, sarebbe quella di considerarla separatamente, insieme al livello di soddisfazione dell’assistito, con il quale costituiscono le dimensioni di “equità ed efficacia del servizio”.

Siffatta impostazione, però, ha sollevato molte perplessità, a partire da quelle del rappresentante di Cittadinanzattiva Tonino Aceti, anch’egli presente all’incontro di ieri, che ha evidenziato come la misurazione del costo di accesso al farmaco e dei disagi dei cittadini che possono raggiungere con difficoltà presidi pubblici come Asl e ospedali, spesso molto lontani, vada considerato un elemento imprescindibile per definire un modello corretto, equo ed efficace di distribuzione pubblica del farmaco: Una netta presa di distanza, dunque, dall’idea (espressa dallo studio) di considerare le due dimensioni dopo, e non  insieme alla determinazione dei costi di gestione di diretta e Dpc.

Insomma, la strada sembra ancora lunga e – nonostante le migliori intenzioni espresse anche ieri dai rappresentanti delle sigle della filiera, a cominciare da quelli della Sifo, presenti in forze con una nutrita delegazione guidata dalla presidente Simona Serao Creazzola (nella foto) – comincia a serpeggiare qualche dubbio sulla possibilità di percorrerla fino in fondo e arrivare a un esito condiviso. Intanto, però, la bozza dello studio Sifo sarà subito oggetto di una ulteriore messa a punto e, a breve, ritrasmessa con gli aggiustamenti del caso a tutti i partecipanti al tavolo, guardando alla prospettiva di mettere in cantiere un incontro, questa volta più stringente sotto il profilo degli esiti, tra circa un mese.

Oltre ai nomi già citati, all’incontro di ieri hanno preso parte tra gli altri Gianni Petrosillo e Riccardo Berno per Federfarma, Francesco Schito per Assofarm, Alessandra Forgiarini, Roberto Fresco  e Giuseppe Impellizzeri per Farmacieunite, Walter Farris per Adf e Giancarlo Esperti per Federfarma Servizi. Per la Sifo, oltre alla presidente, erano presenti i delegati del Lazio Arturo Cavaliere, della Campania Adriano Vercellone e della Liguria Simona Peri.