Studio europeo: “Senza ricetta il 7% degli antibiotici presi nell’Unione europea”

Roma, 19 luglio – Il 7% degli antibiotici assunti per uso umano nell’Unione europea sono presi senza prescrizione. Questo il dato di sintesi che emerge dallo studio Antibioticoresistenza e cause di uso non prudente degli antibiotici in medicina umana nella Ue, finanziato dalla Commissione europea e affidato per la realizzazione all’olandese Nivel (Netherlands Institute for Health Services Research), pubblicato ieri.

Diversi ma tutti molto importanti gli obiettivi del progetto alla base dello studio, noto con l’acronimo Arna (‘Antimicrobial resistance and the causes of non-prudent use of antibiotics’): identificare i fattori-chiave che guidano la vendita e l’uso umano non prudente degli antibiotici ottenuti senza prescrizione; valutare il livello di applicazione delle leggi che nella Ue prevedono l’impiego ‘solo su prescrizione’ degli agenti antimicrobici; documentare le buone pratiche mirate e rafforzare l’uso più appropriato degli antibiotici; sviluppare le opzioni politiche per un uso congruo e prudente degli antibiotici.

Oltre a effettuare una revisione sistematica della letteratura sulla prevalenza dell’uso di antibiotici senza prescrizione, lo studio Nivel ha elaborato i dati della rete europea di sorveglianza del consumo di antibiotici e i sondaggi 2013 e 2016 di Eurobarometer sull’uso degli antibiotici.

Sono stati anche condotti sondaggi on line fra i ministri della Salute ed esperti nazionali, per documentare le misure prese dagli Stati membri per incrementare l’uso prudente degli antibiotici nei propri servizi sanitari. Attraverso appositi sondaggi e interviste, sono stati interpellati anche rappresentanti di pazienti, medici di base e farmacisti di sette Stati membri (Cipro, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Romania e Spagna).

Dal complesso dei dati ricavati dall’imponente lavoro, è appunto emerso che il 7% degli antibiotici utilizzati nell’Unione europea per uso umano sono stati presi senza prescrizione. I tassi più elevati si registrano in Romania (20%) e Grecia (16%), ma le percentuali sono elevate anche  a Cipro, in Ungheria, Italia e Spagna.

Interessanti alcuni dati di dettaglio relativi ai comportamenti  dei farmacisti, così come desumibili dalla review degli otto studi analizzati e dalle rilevazioni dirette di rappresentati della categoria: da uno studio spagnolo, risulterebbe che i giovani farmacisti dispensano antibiotici senza prescrizione più spesso di quelli più anziani. Lo stesso, secondo un altro studio, farebbero i proprietari di farmacia, più inclini a dare antimicrobici senza ricetta rispetto agli altri colleghi. Non sono invece state riscontrate differenze di comportamento tra farmacie urbane e rurali, ma è emerso che nelle piccole farmacie si dispensano con maggiore frequenza antibiotici senza prescrizione rispetto alle farmacie più grandi.

Ma lo studio Nivel  documenta anche le azioni intraprese, con la collaborazione di autorità sanitarie ed esperti di vari Stati membri, per individuare le buone pratiche già in uso e le ulteriori azioni da intraprendere per promuovere un uso più prudente degli antibiotici.

Lo studio si conclude con alcune raccomandazioni per contrastare l’uso senza prescrizione di antimicrobici: approccio multiplo con interventi e politiche mirate sia sui pazienti sia sugli operatori sanitari; incremento delle conoscenze e della consapevolezza con campagne mediatiche per i cittadini, incominciando dalle scuole e da programmi di istruzione per operatori sanitari; migliore applicazione delle leggi nei paesi dell’Unione  dove gli antibiotici sono disponibili senza prescrizione.

 

in the EU – Lo studio completo