Statuto Federfarma, la citazione in tribunale spacca la Calabria

Roma, 12 giugno – “Manifesto la mia profonda indignazione per  quanto firmato dal presidente di Federfarma Calabria nel citare innanzi al Tribunale di Roma la Federfarma nazionale per l’Assemblea nazionale tenutati si 13 e il 14 dicembre scorsi, concernente le modifiche statutarie, che personalmente, in qualità di presidente provinciale, ho appoggiato e votato”.

Questa la netta, inequivocabile presa di distanza che Massimo De Fina, presidente dell’Associazione provinciale dei titolari di Vibo Valentia, ha voluto rappresentare allo stato maggiore del sindacato nazionale, dopo la decisione dei presidenti dell’Unione regionale della Calabria e delle Associazioni provinciali di Catanzaro, Cosenza, Reggio Emilia e L’Aquila di portare in tribunale le deliberazioni assembleari (ritenute formalmente illegittime) con le quali Federfarma ha introdotto a larghissima maggioranza importanti modifiche al suo statuto.

“Mi dissocio da Federfarma Calabria quale firmatario della citazione” scrive ancora De Fina, affermando che la decisione di citare in giudizio il sindacato nazionale è frutto di un’iniziativa assunta autonomamente da presidente, segretario e tesoriere dell’Unione regionale, senza convocare il consiglio. E al riguardo, aggiunge il presidente di Vibo Valentia, ”nei confronti di costoro, qualora sussistessero i requisiti, mi costituirò in giudizio”.

Ma, secondo quanto fa sapere Marco Cossolo sulla newsletter Filodiretto,  De Fina non è l’unico presidente calabrese a censurare la decisione di Vincenzo Defilippo (presidente dell?unione regionale della Calabria e dell’associazione di Catanzaro) e di Alfonso Misasi (presidente di Cosenza) di firmare la citazione, sottoscritta anche da Alfredo Orlandi (L’Aquila) e Dante Baldini (Reggio Emilia).

Analoghe comunicazioni, informa Cossolo, sono arrivate anche dai presidenti di Crotone e Reggio Calabria, “che si dissociano completamente dalla decisione del presidente di Federfarma Calabria di citarci in Tribunale”.

II presidente di Federfarma  dedica quindi un veloce commento alla vicenda. “Credo che la categoria in questo momento abbia problemi più importanti da affrontare” afferma il presidente del sindacato “ma affronteremo anche questa questione. Proporrò al Consiglio di presidenza di nominare un avvocato civilista. Siamo convinti della legittimità del nostro operato e ritengo che la volontà dell’Assemblea sia stata palesata a grandissima maggioranza. Mi occupo di altri aspetti della categoria” spiega ancora Cossolo, aggiungendo che  “se c’è un confronto sul merito sono disponibile ad approfondirlo, ma ho l’abitudine di rispettare le maggioranze e per questo tengo conto delle decisioni deliberate. Sono stato per anni nel ruolo di ‘opposizione’, se vogliamo usare questo termine, ma in modo propositivo” conclude il presidente di Federfarma “e non ho mai pensato di impugnare il deliberato di un’Assemblea soprattutto su questioni formali”.