Nei programmi di Speranza impegni per farmacie e dintorni

Roberto Speranza, in visita alla camera ardente del Senatore a Vita Emilio Colombo allestita nella sua abitazione. Roma 25 giugno 2013 ANSA/ANGELO CARCONI

Roma, 25 ottobre – Hanno trovato ampio spazio anche i temi del farmaco e della farmacia nelle linee programmatiche che il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto) ha illustrato ieri davanti alle Commissioni riunite Igiene e sanità del Senato e Affari sociali della Camera Affari sociali.

Speranza ha ribadito che la stella polare del suo impegno alla guida del ministero sarà l’art. 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Un articolo, ha affermato il ministro, che ancora attende di essere declinato pienamente, obiettivo che  richiede sforzi enormi in termini di impegno e di risorse. A proposito di queste ultime, Speranza ha ricordato che la legge di bilancio “rimpinguerà” il Fsn 2020 con Ordine Farmacisti Romadue miliardi in più, ripetendo ancora una volta quello che sembra essere diventato un suo mantra: i soldi destinati alla sanità non vanno considerati come semplice spesa, bensì come investimenti per la vita delle persone.  Un convincimento che per il ministro di Leu deve diventare “una battaglia culturale condivisa da Governo e Parlamento”.

Quasi scontato il richiamo all’abolizione dei superticket (confermata la “scelta strategica” di eliminarlo nel 2020, a partire da settembre, senza però sottrarre risorse al Fondo sanitario nazionale: fugata la preoccupazione espressa al riguardo dalle Regioni) e più in generale alla revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria da parte dei cittadini. Ad avviso di Speranza deve essere razionalizzato,  “anche per andare incontro a famiglie numerose con redditi bassi”. La materia, ha ricordato il ministro, è oggetto di un provvedimento collegato alla Legge di bilancia, ma richiede – per la sua importanza e delicatezza – “un confronto con il Parlamento e le forze sociali”.

Altri temi pressoché obbligati  nell’agenda illustrata dal ministro la copertura vaccinale, sulla quale ha garantito il monitoraggio attento del dicastero, e l’attuazione del Pncar, il Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza. E unattenzione particolare – ha affermato Speranza – “sarà data alla salute mentale, con il sostegno di un piano nazionale specifico”.

Inevitabile un riferimento al nodo della carenza di personale, anche alla luce del “grido di dolore che arriva dalle Regioni e che non possiamo non asclotare”. Servono interventi sui vincoli alle assunzioni, oggi troppo rigidi e che vanno invece resi più flessibili, per “fronteggiare la molteplicità di esigenze connesse con le cure” e allo stesso tempo guardando alla necessità di superare le condizioni di precarietà oggi presenti sul territorio. Sulla materia, ha asserito Speranza, “sono allo studio misure specifiche”. ”

Sempre a proposito di carenza del personale, il ministro ha sostenuto la necessità di affrontarlo come tema centrale di questa legislatura, costruendo costruissimo “ipotesi di intervento nel più breve tempo possibile tra Governo e Parlamento”. Per Speranza, in particolare, è strategico “l’incremento dei contratti per la specializzazione, così da affrontare l’imbuto formativo e l’esodo dovuto ai pensionamenti”.

Ancora, va definitivamente acquisito anche il risultato di  “portare a compimento la riforma dell’assistenza territoriale”, che passa di necessità anche attraverso “un nuovo ruolo del medico di medicina generale” e quindi la necessità di “investire sulla formazione continua per affrontare le sfide della ricerca e del progresso tecnologico”. Dulcis in fundo, Speranza ha fatto riferimento alla gestione delle cronicità e all’area dell’emergenza, temi che necessitando di una riflessione  “sulla valorizzazione di nuove sinergie tra professioni sanitarie”.

Ma, come anticipato in premsessa, Speranza non ha lesinato sui temi più specificamente dedicati a  farmaci, farmacie e dintorni. Intanto, il ministro  ha ribadito la volontà di “rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena attuazione della farmacia dei servizi”, confermando natura, identità e mission delle farmacie come “presidio del Ssn più vicino al cittadino. La farmacia è l’interfaccia che si colloca tra il cittadino e le strutture del Ssn. Il suo ruolo può essere quello di trait d’union tra rete la rete territoriale e quella ospedaliera. Offrire a questa rete capillare delle 19 mila farmacie sul territorio la possibilità di erogare più servizi è un’opportunità straordinaria per rafforzare il rapporto tra cittadini e Ssn”.
Obiettivi chiari (e condivisi dal mondo della farmacia) che secondo Speranza possono essere conseguiti anche grazie al ruolo determinante del  rinnovo della convenzione farmaceutica nazionale,  “che dovrà definire i criteri generali e i principi per l’erogazione dei servizi del Ssn“.

Il ministro ha dedicato un passaggio anche al tavolo sulla remunerazione della filiera distributiva, recentemente riavviato, e all’intenzione di “aprire un dialogo con il Parlamento e con le associazioni di categoria per verificare lo stato di attuazione della norma relativa all’ingresso delle società di capitali nella gestione delle farmacie”.

Non è mancato, in conclusione, un riferimento agli esercizi di vicinato: “Sarà mia cura ogni necessario approfondimento volto a verificare la questione delle parafarmacie, altro grande tema di cui credo dovremo occuparci,  e di come acnhe le parafarmacie possono  essere un pezzo intergrante dell’interno del sistea sanitario nazionale”.