Speranza: “Modifica del Titolo V? Ne parleremo dopo l’emergenza”

Roberto Speranza, in visita alla camera ardente del Senatore a Vita Emilio Colombo allestita nella sua abitazione. Roma 25 giugno 2013 ANSA/ANGELO CARCONI

Roma, 6 aprile – “L’impianto che abbiamo dà poteri alle Regioni e un potere centrale allo Stato. Le discussioni costituzionali potremo farle dopo, oggi è il momento di lavorare insieme, in piena sinergia con le Regioni, senza alcuna polemica. Le polemiche non hanno senso. Il dibattito tra Stato e Regioni lo faremo con tutta serenità in una fase diversa, ora è la fase dell’emergenza”.

Così il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto) è intervenuto sabato scorso, durante un intervento a RaiNews, sul tema lanciato due giorni prima dal vicesegretario del Pd Andrea Orlando con un’intervista al quotidiano La Stampa e dal Movimento Cinque Stelle, con la presentazione in Senato di un ddl che rilancia la modifica del Titolo V (cfr. RIFday del 3 aprile)

Speranza ha però prima affrontato il tema dell’emergenza Covid-19,  parlando dei gravissimi problemi che essa pone in primo luogo sul versante sanitario ma subito dopo su quello economico. Sulla questione, il pensiero del ministro è chiaro: “Senza vincere la battaglia sanitaria non ci potrà essere una ripartenza economica. Queste due battaglie non vanno messe in contrapposizione: solo dopo aver vinto la battaglia sanitaria si potrà parlare di ripartenza economica” ha detto Speranza, troncando sul nascere le polemiche su quando dare il via alla cosiddetta Fase 2 di convivenza con il virus, nella quale cominciare a riavviare progressivamente la macchina produttiva del Paese.

“La battaglia è ancora nel suo pieno, non ci può essere alcun elemento di sottovalutazione” ha voluto chiarire il titolare della Salute. “Va affrontato tutto con il massimo del rigore e della serietà. Certo, il tasso del contagio, R con zero, in questo momento è molto più basso di prima. Questo è un piccolissimo segnale che però ci dice che la strada del distanziamento sociale funziona ed è in questo momento l’unica arma di cui disponiamo. Il vaccino sarà l’arma definitiva, ma al momento non è disponibile”

In sostanza, per arrivare a un allentamento delle misure a giudizio di Speranza ci sarà bisogno di “grande gradualità e prudenza nella ripartenza, ma la premessa è la vittoria della battaglia sanitaria che è in corso. La prima mattonella per la ripresa dell’Italia è la vittoria della partita sanitaria. Tutte le energie devono essere rivolte a vincere la battaglia sanitaria, una volta vinta questa avremo creato le condizioni per la ripartenza economica e sociale”.

“So che abbiamo chiesto sacrifici”  ha concluso il ministro “ma dobbiamo insistere su questa strada, l’unica che al momento dà certezze. Gli atteggiamenti sbagliati o immaginare che la battaglia sia già vinta rischiano di compromettere i tanti sacrifici fatti finora. Non bastano i decreti, questa battaglia si vince esclusivamente con il contributo di ogni cittadino”.