Firmato il decreto, nasce la Consulta delle professioni sanitarie

Roberto Speranza, in visita alla camera ardente del Senatore a Vita Emilio Colombo allestita nella sua abitazione. Roma 25 giugno 2013 ANSA/ANGELO CARCONI

Roma, 8 gennaio – “Ho appena firmato il decreto che istituisce la consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie. Un luogo di dialogo, ascolto e confronto tra medici, infermieri, farmacisti e professionisti della salute. È anche così che si migliora il Servizio sanitario nazionale“.

Così il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto) ha annunciato ieri un provvedimento richiesto e atteso dall’esercito degli oltre 713 mila professionisti (291.064 medici, 351.008  infermieri e 71.336 mila farmacisti, secondo i dati Istata riferiti al 2017) che si occupano in via diretta della salute degli italiani. E che, comprensibilmente, hanno accolto il decreto con commenti estremamente positivi.

“Salutiamo con estrema soddisfazione e orgoglio la firma del Ministro della Salute Roberto Speranza sul Decreto che istituisce la Consulta delle Professioni sanitarie e sociosanitarie” ha dett il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli. “Si apre ora una nuova stagione, che vede nel dialogo tra le professioni il reticolato su cui far prosperare e fiorire il nostro Servizio sanitario nazionale, e nell’espressione della sussidiarietà degli Ordini la piena garanzia dei diritti dei cittadini”.

“È giunto il momento di lasciarci alle spalle un periodo di conflittualità fra le professioni, per affrontare una modalità nuova e costruttiva che trovi nel team, nella sinergia, la maniera più efficace di tutelare il diritto alla salute dei cittadini” si legge ancora nella nota alla stampa diffusa dal presidente della Fnomceo. “È necessario assicurare l’integrazione e l’interdipendenza virtuosa dei diversi profili e delle peculiari competenze professionali che concorrono all’ottimale organizzazione dei servizi assistenziali da garantire ai cittadini in maniera uniforme e omogenea sul territorio nazionale”.

Sulla stessa linea il presidente della Federazione degli Ordini  dei Farmacisti: “L’istituzione della Consulta permanente delle professioni sanitarie è un passo importante per aprire una nuova fase della governance dell’assistenza sanitaria, che si allontani dalla logica economicista e si basi sulla ricognizione effettiva dei bisogni e delle criticità del Servizio sanitario, confrontandosi con i professionisti della salute che ogni giorno cercano di rispondere nel modo migliore alla domanda di cure e assistenza dei cittadini” afferma in una nota Andrea Mandelli, rivolgendo un plauso, a nome della Fofi,  “al ministro della Salute, Roberto Speranza, per la sua politica volta al massimo coinvolgimento di tutti gli attori della tutela della salute, così come era stato richiesto anche nel corso dell’Assemblea nazionale delle professioni sanitarie il 23 febbraio 2019. La Federazione, i farmacisti italiani, offrono fin d’ora la massima collaborazione al Ministro per quella che ci auguriamo sia una stagione di rinascita del nostro Servizio sanitario”.

Anche Federfarma apprezza l’istituzione della Consulta permanente delle professioni sanitarie, ritenendola  “un’iniziativa che conferma la grande attenzione nei confronti  dei farmacisti e di tutti gli operatori sanitari. La Consulta potrà rappresentare un luogo di incontro e confronto in cui gli operatori  potranno condividere le migliori condizioni per la tutela della salute della popolazione e dare vita alla “nuova primavera” del Ssn, come auspicato dal ministro Speranza” afferma in una nota il presidente del sindacato Marco Cossolo.

“Federfarma accoglie con particolare favore l’iniziativa del ministro anche nell’ottica di dare piena attuazione alla Farmacia dei Servizi, cioè a  un nuovo modello di farmacia sempre più legato al territorio e in linea con l’evoluzione sociodemografica del Paese”  scrive ancora Cossolo, che in conclusione ribadisce i concetti già espressi da Mandelli. “E’ fondamentale abbandonare una prospettiva prettamente economicistica e affrontare i problemi dei cittadini in modo efficace, utilizzando al meglio le risorse economiche e professionali di cui il settore dispone”.  

“Bene la Consulta delle professioni, ma il ministro vigili perché tutti siano protagonisti allo stesso modo e con gli stessi diritti” commenta invece Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi, la federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche. “Apprezzabile, condivisibile e necessario lo sprint del ministro della Salute Roberto Speranza che passando dalle parole ai fatti ha dato gambe alla Consulta delle Federazioni degli ordini professionali. L’idea – afferma Mangiacavalli – conferma ancora una volta l’attenzione del ministro al tema delle professioni sanitarie e ci trova naturalmente e inequivocabilmente d’accordo. Quello che ci aspettiamo ora da questa Consulta è la sua capacità di permettere finalmente l’innovazione che serve nelle politiche professionali sanitarie, con la valorizzazione e il rafforzamento delle competenze di ciascuno, acquisite ormai da oltre un quarto di secolo nelle università, con le lauree, i master e i dottorati di ricerca, i ruoli di docenza, con una formazione capillare insomma, ognuno nel suo ruolo, per far crescere davvero il Servizio sanitario nazionale”. ”

“Ci aspettiamo però una Consulta che veda tutti protagonisti e allo stesso modo”  conclude la presidente Fnopi “senza professioni di serie A e serie B, con un ministero e il suo ministro a garanzia di tutto questo”.