Speranza: “Farmacia dei servizi da sostenere con risorse integrative”

Roberto Speranza, in visita alla camera ardente del Senatore a Vita Emilio Colombo allestita nella sua abitazione. Roma 25 giugno 2013 ANSA/ANGELO CARCONI

Roma, 22 novembre – La farmacia dei servizi, così come la medicina territoriale e lo sviluppo delle tecnologie, ha un ruolo centrale nella riorganizzazione delle reti di assistenza sul territorio, necessaria per dare una risposta adeguata alle esigenze di salute di una popolazione che deve fare i conti con le tre grandi transizioni (demografica, epidemiologica e sociale) che investono il settore sanitario. In questa cornice, come “presidio sanitario di prossimità al cittadino”,   la farmacia dei servizi va dunque “sostenuta e incoraggiata con lo stanziamento di risorse integrative”.

Ad affermarlo è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza (nella foto)  nella circostanziata replica di un’ora con la quale ha risposto alle domande postegli dai parlamentari dopo l’audizione sulle linee programmatiche del suo ministero dello scorso 24 ottobre.

Speranza, sul tema, ha  sostanzialmente ribadito quanto già affermato in quell’occasione, nel corso della quale aveva affermato la sua volontà di  “rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena attuazione della farmacia dei servizi” e confermato natura, identità e mission delle farmacie come “presidio del Ssn più vicino al cittadino. La farmacia è l’interfaccia che si colloca tra il cittadino e le strutture del Ssn. Il suo ruolo può essere quello di trait d’union tra rete la rete territoriale e quella ospedaliera. Offrire a questa rete capillare delle 19 mila farmacie sul territorio la possibilità di erogare più servizi è un’opportunità straordinaria per rafforzare il rapporto tra cittadini e Ssn”.
Concetti sostanzialmente espressi anche nel lungo intervento di ieri ((qui il video), nel corso del quale ha ancora insistito sulla necessità per il servizio sanitario pubblico di puntare sul territorio, individuato anche come “luogo privilegiato per la cronicità“, che impone il potenziamento del ruolo dei medici di medicina generale e della farmacia dei servizi, definiti dal ministro “presidi essenziali  del territorio”.

Ma è stato il senso complessivo dell’intervento del ministro a tracciare un contesto favorevole alla farmacia dei servizi: sia il riferimento al Piano nazionale cronicità,  condiviso da Stato e Regioni con l’obiettivo di dare vita, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali,  a “un disegno strategico comune inteso a promuovere interventi basati sulla unitarietà di approccio, centrato sulla persona e orientato su una migliore organizzazione dei servizi e una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell’assistenza”, sia la necessità di implementare il
processo già avviato di digitalizzazione della sanità, di fatto fanno della farmacia  un presidio-chiave dell’assistenza di prossimità su territorio, con un ruolo definito di front-office del Ssn, peraltro già previsto da un decreto in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale concernente l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica. “sportello” professionalmente qualificato attraverso il quale il cittadino potrà rivolgersi sul territorio per accedere ai serivi e alle prestazioni della sanità pubblica.

Dichiarazioni importanti, quelle del ministro, soprattutto alla luce di quanto segnalato ieri dal nostro giornale, ovvero la conferma della “sparizione” dei riferimenti alla farmacia dei servizi nell’ultima versione della bozza del Patto per la salute che dovrà essere approvato entro il  31 dicembre 2019. Alla luce dell’autorevolezza del suo ruolo, la speranza è che i verba del ministro prevalgano sugli scripta di cui abbiamo dato conto ieri.