Specializzandi Farmacia ospedaliera, il Sinafo annuncia le vie legali

Roma, 1 settembre – Gli specializzandi in Farmacia ospedaliera continuano a essere trattati come figli di un dio minore: è arrivato il momento di dire basta e di eliminare tutte le sperequazioni (rispetto ai medici, ad esempio) di cui sono oggetto.

Questa, in sintesi, la netta presa di posizione di Fassid Area Sinafo, il sindacato dei farmacisti ospedalieri, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del 13 giugno 2017 “Standard, requisiti e indicatori di attività formativa e assistenziale delle Scuole di specializzazione di area sanitaria”.

Dal provvedimento, a poche ore dalla pubblicazione in GU nello scorso mese di luglio, era infatti inopinatamente scomparsa tutta la sezione dedicata alle specializzazioni non mediche, compresa dunque quella in Farmacia ospedaliera. Quella che sembrava essere l’occasione concreta per omologare gli iter formativi dell’area sanitaria agli standard europei, confermando e ampliando quanto già disposto dal decreto 29 marzo 2006 “Definizione degli standard e dei requisiti minimi delle scuole di specializzazione”, si è così trasformata nell’ennesima, cocente delusione,  con il rischio che vengano ulteriormente aggravate le già evidenti difficoltà del nostro Paese in materia di erogazione della formazione specialistica verso gli specializzandi in Farmacia ospedaliera.

Una decisione, quella dell’esclusione delle specializzazioni non mediche, incomprensibile e del tutto inattesa, soprattutto alla luce di un contesto europeo dove si consolidano e sviluppano percorsi formativi comuni tra medici e farmacisti, nel segno della sinergia delle competenze. Sulla questione, il sindacato dei farmacisti ospedalieri è intervenuto diramando una nota dai toni molto duri: “Si perpetua la penalizzazione per gli specializzandi della Scuola di Specializzazione quadriennale di Farmacia ospedaliera ai quali viene negato, ancora una volta, il diritto ad usufruire dei contratti di formazione. Sebbene ricompresa fra le Scuole di Area Sanitaria elencate nel DM 68/2015, pur soddisfacendo tutte le condizioni necessarie, il Governo continua a non riconoscere ai nostri specializzandi un diritto sacrosanto” scrivono il segretario generale Fassid Area SiNaFO Roberta Di Turi e il presidente nazionale Giangiuseppe Console.

Per i due sindacalisti, si tratta di un ulteriore atto discriminatorio nei confronti dei farmacisti specializzandi, l’ultimo di un’inaccettabile situazione di squilibrio perfettamente rappresentata da un dato: ogni anno vengono stanziati più di 600 milioni di euro per la formazione dei medici, mentre ne basterebbero 10 milioni (circa il 3%) per garantire tutti i contratti per i Farmacisti ospedalieri.

Una discriminazione, argomentano Di Turi e Console, che risulta ancora più incomprensibile alla luce del fatto che  gli specializzandi sia medici che farmacisti seguono mimeticamente il medesimo decreto ordinante maturando i crediti formativi con le stesse modalità sia per quanto riguarda l’ impegno orario sia per la partizione del monte ore fra lezioni teoriche e pratica professionalizzante (30/70). Identici, anche, gli aspetti clinici che richiedono la medesima percentuale (20%). Stessi doveri, dunque, ma diritti palesemente e inspiegabilmente diversi anche in considerazione del fatto che i numeri degli specializzandi farmacisti sono piccoli (130 posti/anno) se rapportati alle migliaia di contratti di formazione stanziati per i medici (6100)”.

Per Sinafo, dunque, “il vulnus che si è creato nel tempo è palesemente pesante, illogico e, a nostro parere giuridicamente illegittimo”.

Motivi più che sufficienti per indurre il sindacato ad annunciare la decisione di “adire le vie legali, così come hanno fatto del resto anche i medici, in illo tempore esclusi dai contratti di formazione, che hanno ottenuto non solo il riconoscimento del diritto rivendicato ma, anche, la retroattività degli emolumenti. L’Italia, ed è bene rammentarlo, resta l’unico Paese europeo che non riconosce i contratti di formazione agli specializzandi in Farmacia ospedaliera”.