Società di farmacia, ministero chiarisce su variazioni societarie

Roma, 21 maggio – A sollevare la questione era stata la Regione Lazio che – a fronte di interpretazioni difformi da parte di alcune amministrazioni comunali, che hanno ritenuto che alla luce delle innovazioni introdotte dalla legge sulla concorrenza (la n.124 del 2017) non fosse più necessaria l’adozione di prese d’atto delle variazioni societarie, ivi compresa quella della compagine sociale, da parte delle società proprietarie di farmacie.

La difformità di comportamenti, rispetto a una prassi fino ad allora pacificamente seguita, ha inevitabilmente finito per creare differenze e confusioni tra Comuni e Asl sulle quali la Regione Lazio, attraverso la sua Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria, Area Farmaci e dispositivi, ha chiesto un intervento chiarificatore all’Ufficio legislativo del ministero della Salute, con una nota a firma del direttore Renato Botti (nella foto) e della dirigente dell’Area Lorella Lombardozzi inviata il 19 aprile scorso. Puntuale e sollecita la risposta del responsabile dell’Ufficio legislativo del dicastero, Luca Monteferrante: anche dopo le modifiche introdotte dalla legge 124/17, le disposizioni della legge n.362/91 (comma 3, art. 8) va letto nel senso di ricomprendere qualsiasi variazione statuaria, “ivi incluse le modifiche/variazioni relative alla compagine sociale”, tra quelle da comunicare, entro sessanta giorni, “alla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, nonchè all’assessore alla sanità della comptente regione o provincia autonoma, all’ordine provinciale dei farmacisti e all’unità sanitaria locale competente per territorio”. In altre parole, per il ministero “permane l’obbligo di presa d’atto (sia quelle relative alle variazioni societarie, sia relative alla compagine sociale) da parte delle amministrazioni pubbliche”, interpretazione che – spiega l’Ufficio legislativo di Lungotevere Ripa, “appare suffragata anche da quanto si legge nel dossier di documentazione del Senato”.

Un parere, quello del ministero, fondamentale per riportare a uniformità e nel rispetto delle norme, i comportamenti di Comuni e  Asl in materia di comunicazioni obbligatorie sulle variazioni societarie delle farmacie, che la Regione Lazio si è subito preoccupata di diffondere, inoltrandolo  prontamente alle amministrazioni interessate.