Sifo: “Riorganizzare gli spazi per conservare e stoccare i vaccini Covid”

Roma, 18 novembre –  Il gigantesco, straordinario sforzo mondiale per realizzare in tempi record vaccini anti Covid sicuri ed efficaci non servirebbe a niente se quei vaccini non arrivassero, il prima possibile, a essere somministrati alla popolazione. Per lapalissiano che sia, è questo il nuovo fronte di impegno dei sistemi sanitari di tutto il mondo: il trasporto, distribuzione e conservazione dei vaccini anti-Covid in arrivo, che non a caso  la Ue ha definito una “alta priorità continentale”.

Il problema, alla luce delle diverse, specifiche caratteristiche che caratterizzano questi prodotti, differenziandoli in qualche caso dai vaccini già in commercio per altre malattie infettive, investe anche il nostro Paese, che sta definendo un piano di distribuzione nazionale del quale sono già filtrate le prime anticipazioni: i presidi ospedalieri che riceveranno il primo vaccino, quello messo a punto dal ticket Pfizer-BioNTech, sarebbero circa mille, potranno contare sulla disponibilità di 500 celle frigo in grado di conservare il prodotto a -80 gradi per mantenerne inalterate le proprietà e alla distribuzione saranno chiamati a collaborare l’Esercito e l’intelligence, per evitare furti, abusi, infiltrazioni della criminalità organizzata. La prima inoculazione del vaccino, secondo la bozza del piano in via di perfezionamento, riguarderà un milione e 700 mila cittadini, con priorità per le categorie del personale sanitario, militari, persone con malattie croniche e anziani (in particolare quelli che si trovano in Rsa).
Visualizza immagine di origineSul tema è opportunamente intervenuta ieri  la Sifo, la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende sanitarie: “I vaccini anti-Covid 19 Visualizza immagine di originepotrebbero arrivare presto, ma il nostro Paese deve essere attrezzato e organizzato per tutti gli elementi della supply chain specifica, che comprende arrivo in Italia, stoccaggio, conservazione appropriata e distribuzione sicura al destinatario finale”  spiegano Arturo Cavaliere e Marcello Pani, rispettivamente presidente e segretario nazionale della società (il primo nella foto a sinistra, l’altro in quella a destra).

I vaccini in arrivo, come è già noto, presenteranno caratteristiche di trasporto, di conservazione e di stabilità dopo lo scongelamento molto differenti, con problemi che riguardano la temperatura di conservazione degli stessi (in alcuni casi a temperature inferiori ai -70°C) e la stabilità dopo lo scongelamento (5-7 giorni a 2-8°C). Le strutture di farmacia ospedaliera presenti in tutto il territorio nazionale sono in grado di gestire in sicurezza i farmaci” rassicurano i massimi esponenti della Sifo, ricordando che già oggi “i vaccini finora utilizzati nella pratica clinica vengono gestiti di routine con temperature differenziate, anche particolarmente basse (2-8°C), e che solo raramente raggiungono -20°C. Le criticità principali dei vaccini anti-Covid.19 sono determinate dai quantitativi e di conseguenza dai volumi imponenti (sono attese milioni di dosi), e dalle temperature molto basse di conservazione (-20°C e/o -70°C) che dovremo gestire nelle nostre strutture: per questo – sottolineano Cavaliere e Pani –  sarà quindi necessario riorganizzare da subito gli spazi o individuarne di nuovi, attrezzandoli in maniera conforme alla normativa e alle direttive vigenti per lo stoccaggio e conservazione”.

Le farmacie ospedaliere hanno una lunga esperienza di gestione dei prodotti termosensibili e tutta la “catena del freddo” è da tempo governata con sicurezza e riferimenti chiari, a partire dai concetti di Good distribution practices (Gdp), Good pharmacy practice (Gpp) e Good storage practices (Gsp), oggetto di specifiche linee guida  definite e rilasciate dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. Consapevoli  di questo bagaglio, Cavaliere e Pani  confermano la sua disponibilità immediata della Sifo “a collaborare con le istituzioni e la cabina di regia che dovrà gestire con urgenza questo delicato processo attraverso un nuovo modello di logistica integrata con le Aziende sanitarie per assicurare su tutto il territorio nazionale la corretta gestione del vaccino anti-Covid.19, curando la sicurezza di conservazione, lo stoccaggio e la successiva distribuzione”.