Sifo, linee guida per contrastare i furti di farmaci negli ospedali

Roma, 4 luglio – Sifo ancora in prima linea nel contrasto al furto (e al successivo riciclaggio) di farmaci, fenomeno che negli anni scorsi ha funestato  gli ospedali italiani: il picco si registrò nel secondo semestre del 2013, quando vennero rubati poco meno di 800 mila pezzi, scesi poi agli 80 mila circa della seconda metà del 2016,  grazie anche alle contromisure subito opposte con il coordinamento di Aifa.

Ma qualche segnale di ripresa del fenomeno registrato nel corso del 2017 induce a non abbassare la guardia, per evitare i seri problemi che ne derivano sia sul piano economico (i furti, quasi sempre di farmaci ad altissimo costo, hanno procurato al Ssn danni per svariati milioni di euro) sia dal punto di vista più strettamente sanitario, con gravi ricadute sulla disponibilità di farmaci per le terapie necessarie ai cittadini.

Contro il furto e il successivo riciclaggio di farmaci, la Società italiana di Farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie è scesa in campo ormai da alcuni anni, in particolare con il progetto Padlock , il progetto di adeguamento dei livelli di sicurezza delle farmacie ospedaliere contro il rischio di furti e definizione di standard tecnici, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi nella sede di Farmindustria a Roma.

Nella circostanza, la società dei farmacisti ospedalieri ha “alzato il tiro”, illustrando le linee guida che il progetto ha permesso di elaborare e definire, grazie al lavoro di un gruppo professionale interdisciplinare al quale – oltre a quelli della Sifo – hanno partecipato anche esperti di Aifa, Farmindustria, Ania, Aiba e Scuola Superiore S. Anna di Pisa.
“Il furto di farmaci negli anni ha sempre più interessato la filiera del farmaco e lo stesso sistema degli acquisti impattando fortemente sulle organizzazioni sanitarie con problematiche di estremo interesse per il farmacista del Ssn inerenti l’accesso ai farmaci e la sicurezza della cura” ha dichiarato la presidente Sifo Simona Serao Creazzola. “Il risultato di un’importante sinergia su questi temi con altri prestigiosi partner è stato certamente il progetto Padlock, che fornisce importanti strumenti alle organizzazioni sanitarie in una visione prospettica di autovalutazione ed eventuale adeguamento, partendo da un’attività molto puntuale di analisi e valutazione che ha coinvolto 40 farmacie ospedaliere, le quali hanno avviato un percorso virtuoso di messa in sicurezza dei propri processi ai fini di identificare modelli certi e garantiti di gestione della logistica”.
A ricordare il percorso di impegno Sifo nel contrasto ai furti di farmaci nelle farmacie degli ospedali è stato il past president Marcello Pani, facendo riferimento al progetto incentrato sulla sicurezza delle farmacie ospedaliere portato avanti a partire dal 2014, elaborando anche, in collaborazione con i Nas, un decalogo per la prevenzione dei furti. “Per me è stato un onore coordinare questo progetto Sifo, che ha visto nascere le Linee guida, sviluppate due anni fa e oggi aggiornate grazie al lavoro svolto insieme ad Aifa, Scuola Superiore Sant’Anna, Farmindustria, Ania e Aiba” ha detto Pani. “Il problema che ci sta più a cuore come farmacisti del Ssn, oltre al danno economico molto rilevante, è rappresentato dall’indisponibilità del farmaco, e dalla possibile contraffazione dello stesso che possono compromettere la qualità dell’assistenza farmaceutica alla cura”.
L’obiettivo dichiarato delle linee guida è quello “di dare tutte le indicazioni necessarie per progettare e valutare il sistema di gestione per la garanzia della sicurezza del farmaco nella farmacia ospedaliera, consentendo agli agenti delle amministrazioni di controllare la corretta implementazione e gestione del sistema messo in opera”.
Le linee si sviluppano su un esteso razionale di definizioni, analisi dell’esistente e indicazioni di metodo e di approccio per la sicurezza delle farmacie ospedaliere, che spaziano dai  “Modelli normativi di gestione del rischio” agli “Elementi per la riduzione dell’impatto di rischio residuo da coprire attraverso gli strumenti assicurativi”, passando attraverso il “Disegno architetturale del sistema” e la “Progettazione del sistema per la gestione della sicurezza”.

Dopo la definizione dei concetti di base, il documento mette in evidenza l’approccio preventivo basato sull’analisi dei rischi ed elenca e sviluppa  i modelli di riferimento per 18 punti-linee guida per la sicurezza della farmacia ospedaliera. In questa parte del documento viene integrata la prospettiva di valutazione dell’efficacia dei sistemi di sicurezza delle assicurazioni attraverso la collaborazione con gli enti di rappresentanza delle stesse e dei broker assicurativi.
Vengono quindi illustrati tutti i processi necessari per disegnare l’architettura del sistema, affinché sia coerente con i rischi effettivi del sito in questione e le sue reali dimensioni, evidenziando poi i sotto-sistemi operativi che sarà necessario mettere in opera secondo applicabilità in adesione ai dettami del disegno architetturale per ottenere le necessarie garanzie di sicurezza. A queste macrocategorie sono poi state aggiunte specifiche e requisiti per la gestione di fornitori e di outsourcing, indicazioni sui sistemi di controllo degli accessi, delle consegne, della documentazione, terminando con precisi spunti di gestione delle modifiche al sistema, nella consapevolezza che i processi di change management hanno l’obiettivo di assicurare “che metodi e procedure standard vengano utilizzati per una efficiente e pronta gestione di tutti i cambiamenti operativi e infrastrutturali, al fine di minimizzare l’impatto e gli incidenti in capo ai servizi erogati”.
Il documento elaborato da Sifo e dai suoi partner – che verrà messo a disposizione di tutto il Ssn, dei dirigenti, degli esperti ed operatori di logistica farmaceutica – vuole essere “il punto di partenza per un percorso che porti le farmacie ospedaliere a definire la specifica architetturale del sistema di gestione per la sicurezza scegliendo la composizione più adatta di componenti e pratiche per garantire il livello di sicurezza desiderato e per contrastare in modo efficace il problema dei furti di medicinali”.

L’iniziativa è stata salutata con favore da Farmindustria, uno dei partner di Sifo nel progetto: “Oltre alle contromisure di carattere tecnico, come le linee guida che ci possono aiutare a contrastare i furti e la circolazione illegale dei farmaci” ha commentato Lidio Brasola, componente del Gruppo Distribuzione dell’associazione delle aziende del farmaco “è importante la collaborazione attiva tra tutti gli stakeholder, e la condivisione tempestiva delle informazioni disponibili con l’obiettivo comune di garantire l’accesso al farmaco sicuro ai pazienti”.

“Farmindustria è in prima linea per garantire l’accesso dei pazienti ai medicinali che hanno alti standard di qualità, sicurezza ed efficacia” ha confermato il vicepresidente Antonio Messina. “Standard che è necessario continuare a rispettare anche dopo il processo produttivo. Un risultato da raggiungere con tutti gli attori del sistema. E le imprese del farmaco sono da sempre pronte a fare la loro parte”.