Sif: “Serve equilibrio tra i costi dell’innovazione e la sostenibilità”

Roma, 11 settembre – La disponibilità di farmaci innovativi in diverse aree terapeutiche rappresenta una delle maggiori speranze nella cura di malattie a elevato impatto sanitario, sociale ed economico. Ma c’è un ma, e non da poco: si tratta di farmaci di costo elevato, molto spesso elevatissimo, che pongono seri problemi in termini sostenibilità ai sistemi sanitari. Ed è proprio su questo fronte che si è spostato il dibattito sulla spesa farmaceutica,  caratterizzata negli ultimi anni da un trend di significativa riduzione, grazie soprattutto al crollo dei prezzi dei farmaci a brevetto scaduto (sia piccole molecole sia biologici).

La questione, dunque, è ormai tutta incentrata sul difficile rapporto tra  costo-innovazione e sostenibilità, che devono necessariamente trovare il punto di equilibrio, anche se l’attuale scenario mostra grandi difficoltà per raggiungerlo.
Al tema è dedicato il numero di luglio dei Quaderni della Sif (qui il pdf), la rivista della Società italiana di Farmacologia edita da Edra, che ospita i pareri di vari esperti delle istituzioni e dell’industria farmaceutica.

“Siamo convinti che dal confronto costruttivo delle idee, anche contrastanti, possono derivare soluzioni che portano al desiderato equilibrio tra innovazione e sostenibilità”  spiega nel suo editoriale il direttore della testata, Francesco Scaglione, evidenziando come uno dei principali nodi del problema sia la variabilità regionale.  “Da più parti ci si chiede, per quale motivo le Regioni esercitano un terzo grado di approvazione sui farmaci innovativi attraverso prontuari e

commissioni, visto che vi sono già due livelli di controllo, rappresentati  dall’Ema e dall’Aifa?” scrive Scaglione. “Alle Regioni dovrebbe competere l’organizzazione  territoriale della sanità nel rispetto comunque dell’uguaglianza dei cittadini  sul territorio nazionale. L’introduzione della classe Cnn avrebbe dovuto  ovviare, per lo meno, ai lunghi tempi di introduzione dei farmaci all’uso clinico. Di fatto, non è avvenuto, determinando uno squilibrio tra i cittadini  che abitano in Regioni diverse”.

Tutti rilevanti i contributi pubblicati, tra i quali si segnalano quello sulla nuova governance dell’accesso al farmaco e alle cure e sviluppo economico a firma di Paolo Bonaretti (nella foto), coordinatore del tavolo del Ministero dello Sviluppo economico sulla farmaceutica e quello di Alessandro Curto e di Giovanna Scroccaro, del Coordinamento regionale unico sul farmaco (Cruf) della Regione Veneto il primo e della Commissione Prezzi e rimborso di Aifa la seconda.