Consulta Professioni, Speranza: “Insieme per riformare il Ssn”

Roberto Speranza, in visita alla camera ardente del Senatore a Vita Emilio Colombo allestita nella sua abitazione. Roma 25 giugno 2013 ANSA/ANGELO CARCONI

Roma, 17 gennaio – La Consulta permanente delle professioni sanitarie, istituita con un decreto firmato dal ministro della Salute il 7 gennaio scorso, è ufficialmente operativa, dopo la seduta di insediamento celebrata ieri a Roma alla presenza del sottosegretario, Sandra Zampa, e del direttore generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale, Rossana Ugenti.

Al tavolo hanno preso parte i rappresentanti degli Ordini delle professioni sanitarie: Fnomceo (medici e odontoiatri), Fnovi (veterinari), Fofi (farmacisti), Fnopi (infermieri),  Fnopo (ostetriche), FnoTsrmPstrf (tecnici di radiologia medica, professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione), Onb (biologi), Fncf (chimici e  fisici), Cnop (psicologi) e Cnoas (assistenti sociali).

A introdurre i lavori è stato il ministro, Roberto Speranza (nella foto), che ai sensi del decreto istitutivo presiede la Consulta, illustrando senso e obiettivi del nuovo organismo, in primo luogo sede per dirimere tutte le problematiche connesse alle relazioni interprofessionali in un ambito dove la collaborazione tra le diverse figure di professionisti è cruciale, fungendo da  “camera di compensazione” per gli eventuali conflitti – in passato piuttosto frequenti – tra le diverse categorie di operatori.

Alla Consulta, però, ha ricordato Speranza, è affidato anche un più importante ruolo costruens, quello di collaborare con il ministero per elaborare e poi realizzare – assicurando la necessaria spinta propulsiva delle professioni – l’ormai necessaria riforma del Servizio sanitario nazionale. “C’è piena condivisione e concordanza sull’obiettivo di fondo di rendere più forte il Ssn e sul fatto che, per riuscirci, servono più risorse” ha detto al riguardo il ministro. “Bisogna continuare a investire, come abbiamo cominciato a fare con la nuova Legge di bilancio, chiudendo la stagione dei tagli”.

Ma l’adeguamento dei finanziamenti, condizione necessaria per eliminare le sperequazioni tra le Regioni (originate anche dalle diverse capacità di spesa) e per combattere le disuguaglianze sociali e sanitarie che ancora sussistono sul territorio, non è l’unica priorità, secondo Speranza:  bisogna anche cambiare registro e passo nella gestione della sanità pubblica, cambiando i metodi per la programmazione sanitaria e i vincoli a essa connessi, introdotti negli anni Duemila in circostanze di estrema precarietà economica e di difficoltà finanziaria. Si tratterà dunque di superare il sistema dei silos e dei tetti chiusi, con l’eliminazione delle rigidità orizzontali esistenti tra comparti diversi della spesa sanitaria. Ma non meno necessario sarà il passaggio da una sanità ancora fortemente “ospedalocentrica” a una spostata e radicata nel territorio, potenziando la medicina e l’assistenza territoriali, particolarmente carenti nel centro-sud del Paese: un cambiamento necessario soprattutto per fare fronte alla gestione delle cronicità, in fortissima e inevitabile crescita per il progressivo invecchiamento della popolazione italiana.

Infine, ha detto Speranza, bisognerà puntare  molte fiches sul tavolo della digitalizzazione del sistema sanitario pubblico, via obbligata “per provare a portare il Ssn verso il futuro”.
 
Sfide importanti, impossibili da realizzare senza la convinta partecipazione delle professioni sanitarie, delle quali – ha detto il ministro – andrà necessariamente rivisto il modello di formazione continua “perché le innovazioni che arrivano hanno come conseguenza la necessità che il nostro capitale umano venga continuamente formato. Serve quindi una formazione che sia sempre di migliore qualità”.

Speranza ha concluso il suo intervento dettando l’agenda delle prossime sedute della Consulta, che verteranno sui temi affrontati nella riunione di insediamento, concentrandosi in modo più specifico su programmazione della spesa, sanità del territorio e sanità digitale.