Sì di Corte dei Conti e Mattarella, decreto rilancio già in GU

Roma, 20 maggio – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (nella foto) ha firmato il decreto rilancio varato all’inizio della scorsa settimana dal Consiglio dei ministri.

Il testo bollinato del decreto rilancio,  che ufficialmente è il dl n. 34  del 19 maggio 2020 ed è stato publicato in pari data sul Supplemento ordinario n. 21 della Gazzetta Ufficiale (ma che è reso disponibile da quotidiano.net  qui, in un agevole modalità di consultazione) contiene 266 articoli in 323 pagine che mettono nero su bianco le misure messe in campo dal governo per la ripresa dell’economia italiana dopo l’emergenza Covid-19. L’annuncio della “bollinatura”, come si dice in gergo, era già arrivato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che aveva subito posto  l’accento sul fatto che “da domani le risorse saranno immediatamente utilizzabili”.

A partire da oggi, dunque, secondo quanto  spiegato dal ministro, “ci sarà il pagamento diretto dei 600 euro a tutti i 4 milioni di lavoratori autonomi, di collaboratori che li hanno già avuti e questo pagamento avverrà nell’arco di 2-3 giorni al massimo”. Inoltre, “sarà possibile fare domanda per i 1.200 euro per il bonus per la baby sitter e i centri estivi e poi giugno ci saranno i contributi a fondo perduto per le imprese e la terza tranche fino a 1.000 euro per i lavoratori autonomi”.

Consistente il pacchetto di misure per la sanità e – tra queste – quelle di più diretto interesse per il settore farmaceutico, a partire dalla riduzione dell’aliquota Iva per le cessioni di beni necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, contemplata nell’art. 124 del provvedimento.  Più in dettaglio, per un lungo elenco di prodotti, a partire da quelli più comunemente usati come le mascherine protettive chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, i guanti in lattice, vinile e nitrile, i detergenti disinfettanti per le mani e le soluzioni idroalcoliche, l’imposta sul valore aggiunto scende dall’attuale 22%  al 5%. Ma per contenere l’emergenza epidemiologica da coronavirus, le cessioni di tutti questi beni effettuate entro il 31 dicembre 2020 saranno esenti dal pagamento dell’Iva, con diritto alla detrazione dell’imposta.

Altra misura di diretto interesse per la professione farmaceutica è la proroga della validità delle ricette limitative dei farmaci classificati in fascia A (art. 8) il cui periodo di validità, limitatamente al periodo emergenziale, viene prolungato per una durata massima di ulteriori 30 giorni. Per i pazienti già in trattamento con i medicina con ricetta scaduta e non utilizzata, la validità è prorogata per una durata di 60 giorni dalla data di scadenza.
Per le nuove prescrizioni da parte del centro o dello specialista dei medicinali, a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, la validità della ricetta è estesa a una durata massima di 60 giorni per un numero massimo di sei pezzi per ricetta, necessari a coprire l’intervallo temporale di 60 giorni e tenuto conto del fabbisogno individuale, fatte salve le disposizioni più favorevoli già previste, tra cui quelle per le patologie croniche e per le malattie rare. Nei casi in cui il paziente presenti un peggioramento della patologia di base o un’intolleranza, o nel caso in cui il trattamento preveda il monitoraggio di parametri che ne comporti la sospensione o l’aggiustamento della posologia, l’estensione di validità non potrà essere automatica, ma dovrà essere contattato il centro o lo specialista di riferimento con modalità che saranno definite dalle singole regioni.

Un’altra proroga (art. 9) riguarda i piani terapeutici, che le limitazioni connesse all’emergenza in atto hanno reso più complicato rinnovare: si mira a prorogare nel periodo di emergenza da rischio epidemiologico i diversi piani terapeutici per persone con disabilità, che includono la fornitura di ausili e protesi per l’incontinenza, stomie, laringectomizzati e per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee e altri prodotti correlati a qualsivoglia ospedalizzazione a domicilio.

Da segnalare anche le misure urgenti, previste dall’art. 11,  per potenziare e rafforzare la realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico (Fse), finalizzato alla raccolta dei dati e dei documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito. Le misure proposte dal Decreto Rilancio riguardano la modifica di diversi aspetti, alla luce del parere formulato dal Garante della protezione dei dati personali con nota n. 13147 del 3 aprile 2020.