Sì della Camera alla manovra 2021, ora rush finale al Senato

Roma, 28 dicembre – Con 298 sì, 125 no e 8 astenuti, il disegno di legge di bilancio 2021 ha ottenuto ieri l’approvazione della Camera e, a partire da oggi, passa all’ultimo e necessariamente rapidissimo esame di Palazzo Madama. per l’approvazione definitiva, che dovrà avvenire entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio.

Come già riferito nelle scorse settimane dal nostro giornale,  il provvedimento contiene molte misure di diretto interesse per la farmacia e il settore del farmaco più in generale, a partire dalla Visualizza immagine di origineridefinizione dei  tetti della spesa farmaceutica convenzionata territoriale e della spesa farmaceutica per acquisti diretti (ex ospedaliera). Per effetto di un emendamento a firma di Beatrice Lorenzin (Pd, nella foto), le nuove soglie sono fissate rispettivamente al 7% e  al 7,85% per cento (nel testo originario del Governo erano del 7,30% e 7,55% per cento). Un deciso cambiamento, pari a quasi un punto percentuale, rispetto ai tetti così come attualmente in vigore (7,96% per la convenzionata, 6,89% per gli acquisti diretti), che comporteranno lo “spostamento” di qualcosa come 1,2 miliardi dalla disponibilità di spesa per la convenzionata alla spesa per acquisti diretti.
Le nuove percentuali, in base dellandamento del mercato dei farmaci e del fabbisogno assistenziale, potranno in ogni caso essere rideterminate annualmente dalla manovra  di bilancio, su proposta del ministero della salute, sentita lAifa, e di concerto (nel testo originario era prevista l’intesa) con il ministero dellEconomia.
Sono anche modificate le procedure di paybacka carico delle aziende farmaceutiche per il ripiano della spesa farmaceutica per acquisti diretti 2018 e 2019.

La misura ha inevitabilmente  suscitato preoccupazioni e proteste nel mondo della farmacia, al contrario di altre che – invece – hanno accolto richieste che i rappresentanti delle farmacie territoriali e della professione farmaceutica avanzavano da tempo. La più rilevante (alla luce della partenza ufficiale, ieri, della grande campagna di vaccinazione nazionale) è la previsione che il vaccino antiCovid possa essere somministrato anche nelle farmacie. “tenuto conto delle recenti iniziative nei paesi dellUnione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo delle farmacie nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2″.  La misura consentirà, in via sperimentale per lanno 2021, “la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato, subordinatamente alla stipulazione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di specifici accordi con le organizzazioni sindacali rappresentative delle farmacie, sentito il competente ordine professionale”.

Sulla stesso binario viaggia la disposizione che permette di eseguire i test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e i tamponi antigenici rapidi per la rilevazione di antigene Sars-CoV-2 anche presso le farmacie aperte al pubblico, in spazi idonei sotto il profilo igienico- sanitario e atti a garantire la tutela della riservatezza.
Ancora, un’altra norma prevede che il ministro della salute, sentita l’Aifa, emani entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2021 un suo decreto per definire i casi in cui il medico veterinario può prescrivere per la cura degli animali da affezione un medicinale per uso umano, fermo restando il principio dell’uso prioritario di medicinali veterinari per il trattamento delle patologie delle specie animali. Nel caso si renda necessario prevenire possibili carenze del medicinale per uso umano, l’Aifa potrà sospendere lutilizzo dei medicinali ad uso umano per il trattamento degli animali.