Il Decreto fiscale è legge, c’è il rinvio della fatturazione elettronica per le farmacie

Roma, 18 dicembre – Semaforo verde definitivo per il Decreto n. 124/2019, meglio noto alle cronache come Decreto fiscale, che dopo l’approvazione della Camera ha ottenuto ieri quella del Senato (166 i voti favorevoli, 122 i contrari). Il testo è stato approvato così come pervenuto da Montecitorio, senza modifiche.

Come già riferito dal nostro giornale qualche giorno fa, le misure di più diretto interesse per farmacie e settore farmaceutico sono quella che riguarda l’esonero dell’obbligo di fatturazione elettronica per medici, farmacisti e altri professionisti della salute (esonero che non riguarda in ogni caso la ricezione dei documenti di fatturazione in formato elettronico da parte dei fornitori: ciò ovviamente mantiene impregiudicata la necessità di adeguare la propria infrastruttura tecnologica e organizzativa per gestire correttamente i flussi di fatturazione provenienti in farmacia da soggetti come i distributori intermedi e l’industria) e quella finalizzata a risolvere il nodo delle transazioni con le aziende farmaceutiche relative ai contenziosi sul ripiano del payback per gli anni 2013, 2014 e 2015.

La prima misura è contenuta nell’articolo10-bis del testo del decreto, dedicato appunto alle Disposizioni di semplificazione in tema di fatturazione elettronica per gli operatori sanitariche prevede per il periodo d’imposta 2019 l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica per i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria.
La misura riguarda dunque in via diretta anche le farmacie pubbliche e private e i medici, oltre alle aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, Irccs, policlinici universitari, presidi specialistici ambulatoriali, strutture per l’erogazione di prestazioni di assistenza protesica e  assistenza integrativa, altri presidi e strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari. Nelle more dell’individuazione di specifiche modalità di fatturazione elettronica per i soggetti che effettuano prestazioni sanitarie nei confronti di persone fisiche, viene estesa all’anno 2020 la disciplina transitoria prevista per i soggetti che inviano i dati al Sistema Tessera anitaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata.

Per effetto delle disposizioni contenute nell’articolo 9-bis del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135  (che prevede l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 10-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 anche ai soggetti non tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria (Ts), viene sancito anche per l’anno 2020 il divieto di emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di intercambio in relazione a prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche. Il sistema Ts metterà a disposizione dell’Agenzia delle entrate i dati fiscali (esclusi descrizione e codice fiscale del cliente) delle fatture ricevute dagli operatori sanitari.

A decorrere dal 1° luglio 2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria adempiono all’obbligo di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri, esclusivamente mediante la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati relativi a tutti i corrispettivi giornalieri al Sistema Ts, attraverso gli strumenti tecnologici che garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, compresi quelli che consentono i pagamenti con carta di debito e di credito.

L’altra misura rilevante per il settore del farmaco sono le Disposizioni in materia di transazioni con le aziende farmaceutiche per il ripiano della spesa farmaceutica  contenute nell’articolo 22-quater e riferite ai rimborsi del paybak per gli anni 2013, 2014 e 2015. Le nuove norme chiariscono che per la validità delle suddette transazioni basterà, per la parte pubblica, la sola sottoscrizione dell’Agenzia italiana del farmaco, con una notevole semplificazione rispetto alla procedura osservata fin qui, che prevedeva anche l’obbligo della sottoscrizione dei ministeri della Salute e dell’Economia e Finanze.

Altre misure di diretto rilievo per la sanità sono quelle relative all’aliquota Iva agevolata (dall’attuale 20% al 5%)  riconosciuta ai prodotti per la protezione dell’igiene femminile compostabili o lavabili e la conferma del termine per la firma del Patto per la Salute tra Governo e Regioni, che dovrà arrivare entro il 31 dicembre 2019.