Senato, passa il decreto fiscale con agevolazioni alle farmacie rurali

Roma, 17 novembre – Con il voto di fiducia sul maxiemendamento del Governo interamente sostitutivo del testo, il Senato ha approvato ieri il decreto n. 148/2017, meglio noto alle cronache come decreto fiscale. Il provvedimento è stato licenziato con 148 voti favorevoli (arrivati dai senatori di Pd e Ap-Ncd) e 116  contrari (M5S, Lega Nord, Sinistra Italiana e Mdp-Articolo 1), Forza Italia – che in sede di dichiarazione di voto aveva dichiarato la sua contrarietà – ha scelto di non votare.

Il decreto legge passa ora alla Camera, dove dovrà essere approvato e convertito definitivamente in legge prima della sua scadenza, il 15 dicembre.

Il provvedimento, come ampiamente riferito ieri, contiene una misura molto attesa dalle farmacie rurali, proposta da un emendamento a prime firme Andrea Mandelli e Luigi D’Ambrosio Lettieri, con la quale vengono adeguate le soglie di fatturato per accedere alle agevolazioni sullo sconto dovuto sui farmaci a carico del Ssn: per le farmacie rurali i benefici saranno riconosciuti in caso di fatturati non superiori a 450.000 euro (in luogo dei 387.342,67 euro attuali, corrispondenti ai 750 milioni di lire della soglia stabilita nel 1996), mentre per le altre farmacie a basso volume d’affari (urbane e rurali non sussidiate) la riduzione dello sconto scatterà in caso di fatturato annuo Ssn inferiore ai 300.000 euro (in luogo dei 258.228,45 attuali , corrispondenti al tetto di 500 milioni di vecchie lire fissato nel ’96).
Tra le altre misure di interesse per il settore, vanno segnalate quelle sulla cannabis per uso medico, con lo stanziamento di 2,3 milioni finalizzato a provvedere al soddisfacimento del fabbisogno nazionale: 1,6 milioni sono destinati allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per adeguare la sua produzione dei preparati a base di cannabis distribuiti alle farmacie, mentre 700 mila euro andranno a coprire le spese per l’importazione da altri Paesi dei quantitativi necessari in questa fase per coprire le esigenze del mercato nazionale.

Grazie a da due emendamenti Pd-Mdp, è anche previsto che  il ministero della Salute possa estendere ad altri enti e imprese la possibilità di trasformazione e coltivazione di ulteriori quote di cannabis ad uso medico, sotto il controllo di Aifa e secondo le procedure già previste dallo Stabilimento militare di Firenze, fatto salvo l’obbligo di operare secondo le Good agricoltural and connecting practices (Gatp).

Sempre in materia di farmaci, merita di essere ricordata la misura (introdotta anch’essa da un emendamento presentato da Mandelli) che assegna per il 2017 un contributo di un milione di euro alla Regione Lombardia per la realizzazione delle attività di progettazione degli interventi connessi al trasferimento dell’Ema a Milano.
Meritano una segnalazione anche altre norme del tutto eccentriche rispetto al decreto in materia discale, quelle dedicate ai vaccini: in tutte le Regioni che in questi mesi hanno provveduto a istituire un’anagrafe vaccinale viene consentito di anticipare la procedura (la cui entrata in vigore scatterebbe nel 2019) in base alla quale sono le scuole a comunicare i nominativi dei loro alunni alle Asl, che ne verificheranno la situazione vaccinale incrociando i dati in loro possesso, alleggerendo così le famiglie dall’obbligo di comunicare agli istituti scolastici le vaccinazioni effettuate dai loro figli.

Da  Palazzo Madama è arrivata ieri anche un’altra notizia che merita attenzione: la Conferenza dei Capigruppo, riunitasi ieri mattina,  ha infatti deciso di differire l’esame in Aula della Legge di bilancio 2018, che dal 21 novembre viene spostata  al pomeriggio del  27 novembre.

Uno slittamento che, inevitabilmente, allungherà la durata della sessione di bilancio, che si ipotizzava di concludere in Senato nella settimana tra il 20 e il 25 novembre, per poi passare il testo alla Camera per eventuali ulteriori modifiche, con l’obiettivo di ottenerne il via libera entro il 19 dicembre e restituire a Palazzo Madama un testo “blindato” da approvare definitivamente prima della pausa di Natale, centrando così l’obiettivo dell’entrata in vigore della legge il 1° gennaio 2018.

Un calendario che ora rischia di saltare, producendo l’effetto-valanga di ritardare, per conseguenza, il tempo a disposizione del Parlamento – nell’ormai ridotta finestra di tempo rimasta da qui alla fine della legislatura – per portare a conclusione altre importanti partite ancora sospese. Tra le quali, è il caso di ricordarlo, c’è anche quella del ddl Lorenzin, contenente anche la riforma degli Ordini delle professioni sanitarie, approvato alla fine di ottobre alla Camera con misure fortemente criticate e avversate dalle federazioni di medici, farmacisti e veterinari.

Il provvedimento deve appunto tornare in Senato per la terza lettura e l’approvazione finale e sono già in molti a scommettere che il riordino delle professioni sanitarie (nonostante se ne  reclami da anni l’urgenza) dovrà aspettare la prossima legislatura per vedere la luce.