Sede Ema, oggi ad Amsterdam sopralluogo dell’Europarlamento

Roma, 22 febbraio – Si svolgerà oggi ad Amsterdam il sopralluogo degli eurodeputati inviati dalla Commissione Ambiente dell’Europarlamento per verificare che la nuova sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, rispetti le condizioni necessarie a garantire la continuità operativa dell’agenzia durante e dopo il suo trasferimento da Londra dopo la Brexit.

Le sedi che saranno visitatem riferisce l’agenzia Askanews, saranno in realtà due. La prima è lo “Spark Building”, ora indicato come sede iniziale e provvisoria, dopo che altre due sedi indicate in precedenza erano state scartate. L’altra è il “Vivaldi Building”, destinato a essere la sede definitiva dell’agenzia, ma del quale non è neanche iniziata la costruzione, tanto che sembra sempre più difficile possa essere anche solo parzialmente pronto entro marzo 2019, data indicata nelle condizioni per la scelta.

Il Consiglio Ue ha designato Amsterdam per il trasferimento dell’Ema dopo un sorteggio che ha escluso l’altra città candidata favorita, Milano; ma il Parlamento europeo ha poteri di co-decisione per la modifica del regolamento Ue che istituisce l’Agenzia, modifica che sarà necessaria per definire la nuova sede.

L’Europarlamento, quindi, vuol far valere le sue prerogative e controllare che la designazione di Amsterdam corrisponda davvero alle condizioni che erano state concordate su proposta della Commissione europea.

Sulla sede dell’Ema, ha puntualizzato oggi a Bruxelles Giovanni La Via (Ppe), relatore del Parlamento europeo e capo delegazione della missione di oggi,  “non c’è una contrapposizione Milano contro Amsterdam; non è una rivincita di una partita di calcio che l’Italia ha perso al primo tempo. Si tratta semplicemente di andare a vedere se ad Amsterdam ci sono le condizioni per garantire l’operatività dell’agenzia, che è interesse dei cittadini europei, per avere farmaci avanzati e in grado di controllare tutte le malattie che abbiamo di fronte”.

Della missione fanno parte nove europarlamentari, di cui quattro italiani – oltre a La Via, Piernicola Pedicini (M5s/Efdd), Elisabetta Gardini (Fi/Ppe) e Simona Bonafé (Pd/S&d) – e nove membri dello staff della Commissione Ambiente e dei gruppi parlamentari. Ci sarà anche una delegazione dell’Ema, guidata dal direttore esecutivo Guido Rasi.

“Ad Amsterdam vogliamo vedere quali sono le condizioni nelle quali dovrà operare l’agenzia Ema”  ha spiegato La Via  “per verificare se ci sono tutte quelle premesse che erano state messe sul tavolo dal governo olandese, oppure se c’è qualcosa di diverso e non corrispondente. In questo caso faremo le nostre valutazioni e diremo chiaramente che non ci potrebbero essere le condizioni di operatività che invece il governo olandese aveva promesso”.

Una delle preoccupazioni della delegazione del Parlamento europeo, ha aggiunto l’eurodeputato, “riguarda la sede temporanea per l’Ema, che ha una superficie che è la metà di quella necessaria all’Agenzia e non prevede tutte quelle sale che sono necessarie per riunire i pool di esperti. Per questa ragione andremo a vedere cosa c’è nella sede provvisoria, e vedremo poi quale è il progetto della sede definitiva e quali sono i tempi della sua realizzazione”.

Secondo quanto lo stesso La Via ha riferito ieri ai giornalisti, gli olandesi avevano proposto per la visita della delegazione del Parlamento europeo un programma “che dilata gli incontri istituzionali, il pranzo e altri momenti che toglierebbero spazio fondamentale alla missione per valutare ogni aspetto e porre domande”.

Si tratta di “domande dalle cui risposte dipenderanno le prossime tappe di questa vicenda. Noi – ha concluso La Via – ci accontentiamo di un panino”.

Sul tema è intervenuto anche il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, che, in nome della mutua e leale cooperazione inter-istituzionale, ha scritto al presidente della Commissione Jean Claude Juncker chiedendogli di essere messo a parte di tutti i dettagli dell’offerta olandese, incluse le  informazioni classificate come “confidenziali” fornite dall’Olanda a supporto della candidatura di Amsterdam.

Anche il primo ministro Paolo Gentiloni è costantemente sulla palla: “Nella gara per aggiudicarsi la sede dell’Ema, Milano è arrivata in fondo fortissima” ha dichiarato ieri il capo del governo “e adesso con lo stesso spirito e capacità di fare squadra, senza battute elettoralistiche, città, Regione e governo stanno lavorando, e lavoreranno nelle prossime settimane, per assicurarsi che tutto il processo sia stato condotto con correttezza e in modo trasparente. Se cosi non fosse, non sarebbe un torto solo a Milano, ma all’Italia e all’Europa”.