Sede Ema, dal mondo delle imprese business diplomacy per Milano

Le principali associazioni industriali e la Camera di commercio di Milano-Monza-Brianza-Lodi hanno programmato un vero e proprio tour di business diplomacy,  che può anche essere seguito sul profilo twitter EmaMilano e si è già sostanziato in due missioni a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) e che si propone di raggiungere molti altri Paesi dell’Unione europea.

L’obiettivo è quello di presentare, sulla falsariga dell’incontro con la business community internazionale realizzata promosso e organizzato a Bruxelles il 26 settembre scorso da Confindustria, Farmindustria, Federchimica, Fondazione Milano per Expo 2015 e dalle stesse Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi e Assolombarda (cfr. RIFday del 27 settembre), le molte eottime ragioni che fanno di Milano la migliore sede possibile per ospitare l’Ema.

“Il dossier italiano è solido e risponde perfettamente ai sei criteri posti dalla Commissione” sottolinea Diana Bracco, rappresentante unico del mondo delle imprese nella cabina di regia istituzionale per la candidatura di Milano a sede Ema. “A iniziare dal criterio fondamentale della business continuity. Il lavoro dell’Agenzia, che vigila sulla salute dei cittadini europei, è troppo importante perché finisca in una città con scarsi collegamenti con gli altri Paesi o che non abbia edifici già pronti all’uso come invece il Pirelli Building. L’Italia poi ha un ruolo di primo piano in Europa nel campo della scienza di base, come ha riconosciuto anche Lancet, prestigiosa rivista scientifica“.

Un riferimento, quest’ultimo, all’endorsement per Milano di Richard Horton, direttore di Lancet, che il 3 agosto scorso ha pubblicato un articolo a sua firma  (qui nella traduzione ospitata sul sito del nostro Ministero degli Esteri) sostenendo appunto che “la candidatura dell’Italia merita di essere considerata seriamente, sia da un punto di vista morale, sia alla luce del suo expertise medico”.