Covid, scontro scienziati-giudici, ok del CdS a idrossiclorochina

Roma, 15 dicembre – Il Consiglio di Stato dice sì all’uso dell’idrossiclorochina come terapia per Covid-19, purché prescritta da un medico, e conferma la decisione dell’Agenzia del farmaco di escludere il farmaco dalla rimborsabilità Ssn.

Con l’ordinanza numero 7097/2020, pubblicata venerdì scorso, la Terza Sezione del Consiglio di Stato ha accolto, in sede cautelare, il ricorso di un gruppo di medici di base e ha sospeso la nota del 22 luglio 2020 dell’Aifa che vietava la prescrizione off label  dell’idrossiclorochina per la lotta al Covid 19.

“La perdurante incertezza circa l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina, ammessa dalla stessa Aifa a giustificazione dell’ulteriore valutazione in studi clinici randomizzati” si legge nell’ordinanza “non è ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale da parte dei medici curanti”.

E ancora: “La scelta se utilizzare o meno il farmaco, in una situazione di dubbio e di contrasto nella comunità scientifica, sulla base di dati clinici non univoci, circa la sua efficacia nel solo stadio iniziale della malattia, deve essere dunque rimessa all’autonomia decisionale e alla responsabilità del singolo medico in scienza e coscienza” e con l’ovvio consenso informato del singolo paziente, fermo restando il monitoraggio costante e attento del medico che lo ha prescritto.

L’ordinanza precisa che non è invece oggetto di sospensione (né di contenzioso) la decisione dell’Aifa di escludere la prescrizione off label dell’idrossiclorochina dal regime di rimborsabilità.

La decisione dei giudici di Palazzo Spada ha dato subito il via a una ridda di reazioni. Particolarmente dura la presa di posizione del presidente dei medici internisti della Fadoi, Dario Manfellotto (nella foto a destra):  “Lascia davvero stupefatti la decisione del Consiglio di Stato che dà il via libera all’uso dell’idrossiclorochina come terapia anti Covid 19” ha dichiarato il medico a Huffington Post, sottolineando che devono essere le istituzioni sanitarie a indicare se un farmaco possa essere raccomandato o meno.  “Non voglio fare una valutazione clinica e di efficacia del farmaco, ma appare incredibile ed è molto grave che i giudici si sostituiscano alla scienza e decidano anche sulle terapie per il Covid, indicando ragioni strettamente giuridiche. Sono altri i criteri ai quali si deve fare riferimento”.

Risultato immagine per icardi piemonte Di tutt’altro tenore la reazione dell’assessore alla Sanità della Regione Piemonte e coordinatore della Commissione Salute delle Regioni, Luigi Genesio Icardi (foto a sinistra): “Finalmente torniamo a disporre di un’arma che può essere utilmente impiegata nella lotta al Covid-19, soprattutto sul fronte del trattamento precoce della malattia, attraverso i protocolli di cura domiciliare, fondamentali per evitare il più possibile l’ospedalizzazione dei pazienti” ha commentato Icardi, sostenitore della prima ora – anche in Commissione Salute – delle istanze presentate dal gruppo di medici che ha dato origine all’ordinanza del Consiglio di Stato. 
A supporto delle sue posizioni, Icardi aveva portato ad esempio l’esperienza di un protocollo “Covid a casa” condotto in una Asl dell’Alessandrino su 340 pazienti che prevedeva l’utilizzo dell’idrossiclorochina, che avrebbe attestato una drastica riduzione dei ricoveri, in controtendenza con i dati della stessa provincia, tra le più colpite del Piemonte. Su 340 pazienti, infatti, si sono avuti 22 ricoveri e 9 decessi, numeri dolorosi, ma nettamente inferiori agli attesi in base ai dati epidemiologici.

Al di là delle buone ragioni che tutti,  a torto o a ragione, sono convinti di avere, la questione resta una ed è quella di un Paese che si trova impantanato con frequenza nella palude di dispute dove il diritto e la politica si trovano su sponde diverse rispetto a quelle della scienza e pretendono di decidere cosa possa essere usato o meno in terapia.