Schito: Convenzione, investire su farmacia o sarà la giungla

Roma, 11 settembre – “C’è chi pensava che questo giorno non sarebbe mai arrivato. Durante questi due decenni le Regioni hanno rinnovato per ben quattro volte i propri accordi con la classe medica. L’incapacità di trovare tempo e attenzione per fare altrettanto con le farmacie ha fatto lentamente crescere in molti di noi la certezza che questa assenza fosse una tacita dichiarazione di poca considerazione istituzionale”.

Così Francesco Schito, segretario generale di Assofarm, in un editoriale apparso sul notiziario dell’associazione, commenta l’inizio del confronto per il rinnovo dell’accordo convenzionale tra Sisac e sigle delle farmacie private e pubbliche, avviato dall’incontro svoltosi giovedì scorso, 7 settembre, data che lo stesso Schito non esita a definire “storica per la farmacia italiana”.

Il timore che al rinnovo della convenzione la parte pubblica non avesse alcun interesse a porre mano era peraltro giustificato da una serie di segnali e situazioni negativi, “dal mancato decollo della riforma dei servizi al più generale tracollo dei margini e dei volumi di farmaci distribuiti (vent’anni fa l’80% della spesa farmaceutica pubblica passava dalla farmacia, oggi non più del 40%)….profondamente penalizzanti tanto per la professionalità del farmacista quanto per i bilanci delle farmacie” scrive Schito. Che si interroga sulle possibili ragioni dell’inattesa e insperata accelerazione che, in piena estate, ha poi portato all’incontro Sisac-Federfarma-Assofarm di qualche giorno fa. Perché il lungo e consolidato immobilismo è stato “improvvisamente interrotto da un’accelerazione tanto repentina quanto avara di segnali premonitori da parte delle Regioni?” si chiede  Schito, rispondendosi che riesce a darsi solo una spiegazione, quella che  “sia pian piano maturata la consapevolezza che la farmacia possa giocare un ruolo all’interno della grande sfida di mantenere in vita una sanità pubblica sempre più povera di risorse”.

Le farmacie, però – ammonisce Schito – possono dare il loro contributo, facendo risparmiare e contribuendo alla sostenibilità del sistema pubblico di salute, soltanto se adeguatamente sostenute, investendo maggiormente su di loro. “Più spesa produttrice di efficienza uguale più risparmio per il Ssn” scrive Schito. “L’alternativa a questa linea di sviluppo è la ‘giungla’ della nuova legge sulle liberalizzazioni. La nostra opinione è che la nuova Convenzione debba creare le condizioni che permettano alle farmacie territoriali indipendenti di svilupparsi secondo modelli di servizio sanitario e non di performance commerciali“.