Sardegna, Regione chiede a Governo misure per le parafarmacie

Roma, 14 maggio  – Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato un ordine del giorno bipartisan, proponente e primo firmatario il vicepresidente Eugenio Lai (Sel,), affiancato dai consiglieri Daniele Secondo Cocco (Sinistra per la democrazia e il progresso); Roberto Deriu  (Pd), Augusto Cherchi (Partito dei sardi), Paolo Truzzu  (Fratelli d’Italia) e  Pierfranco Zanchetta (Cristiano-popolari socialisti), sulla situazione delle parafarmacie in Sardegna.

Il documento, spiega  lo stesso Lai sul suo profilo Facebook , impegna il presidente della Regione e la giunta a vigilare affinché “il governo attui politiche favorevoli al settore riducendo i limiti che ostacolano la crescita delle parafarmacie, valutando varie soluzioni atte a dirimere la questione e a portare avanti il processo di liberalizzazione, tra cui la possibilità di dispensare tutta la fascia C in parafarmacia”.

E non basta: l’ordine del giorno chiede anche che sia scongiurato il ritorno a vecchi assetti monopolistici e che sul territorio regionale, per quanto di competenza, vengano uniformate le prerogative inerenti a convenzioni e servizi di farmacie e parafarmacie, a vantaggio degli utenti e della capillarità delle cure.

Nelle sue premesse, l’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale  ricorda il ruolo positivo svolto dagli esercizi di vicinato abilitati alla vendita di alcune categoria di farmaci, istituiti dalle “lenzuolate” dell’Allora ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani nel 2006, che che hanno permesso  “l’ingresso nel mondo del lavoro a diversi laureati in farmacia” e la nascita sul territorio nazionale di “circa 5mila nuove imprese con almeno 8mila farmacisti occupati; in Sardegna sono state aperte circa 200 parafarmacie con almeno 500 farmacisti occupati”.

Motivi più che sufficienti, per i firmatari dell’OdG,  a “mettere in campo politiche che favoriscano un’ulteriore sviluppo di tali imprese, quali la possibilità di dispensare tutta la fascia C in parafarmacia”, anche alla luce del fatto che “il farmacista che vi opera ha esattamente gli stessi titoli ed è tenuto a rispettare le stesse regole del suo collega che opera in farmacia”.