Sala: “Sede Ema, se Amsterdam è in ritardo va riconsiderata Milano”

Roma, 17 maggio – È cominciata ieri a Bruxelles la discussione della Commissione per le petizioni del Parlamento europeo su Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, assegnata ad Amsterdam per sorteggio, dopo un controverso testa a testa con Milano, la città che – a giudizio di tutti – aveva presentato il dossier più completo, offrendo tutte le necessarie garanzie per ospitare e rendere subito operativa l’agenzia.

Come previsto, è stato audito in Commissione il sindaco di Milano Beppe Sala (nella foto), protagonista di un intervento che egli stesso ha definito “non recriminatorio, ma nemmeno un passaggio formale”.

Proprio il comune di Milano, come si ricorderà, aveva presentato alla Commissione una delle petizioni sull’assegnazione dell’Agenzia del farmaco europea alla capitale olandese e Sala è appunto intervenuto per riproporne  i contenuti, ribadendo le posizioni dell’amministrazione comunale, largamente sovrapponibili a quelle  del governo italiano, sulla questione del trasferimento dell’agenzia.

Sala ha riproposto la mancanza di trasparenza nelle procedure seguite, stigmatizzando anche l’andamento della riunione del Consiglio Affari generali al termine del quale venne organizzato il sorteggio tra Amsterdam e Milano.

Sala, in particolare, ha ricordato che non venne redatto il verbale e che durante il sorteggio è stata spenta la cosiddetta sala d’ascolto “evitando ogni trasparenza e verificabilità della procedura”.

“Il nostro stupore è aumentato quando abbiamo appreso che Amsterdam aveva presentato un’offerta non avendo un edificio adeguato e proponeva sia una sede transitoria sia la costruzione di un nuovo edificio” ha quindi affermato il sindaco, evidenziando che  peraltro entrambe le sedi indicate nel dossier olandese “sono poi risultate inadeguate, con costi superiori a quanto garantito e con tempi più lunghi per il trasferimento ad Amsterdam”. E questo, ha precisato Sala, pur sapendo che la condizione primaria da rispetta per  la relocation dell’Agenzia europea del farmaco era quella di garantirne la business continuity. Condizione che il dossier di Milano soddisfaceva in pieno, perché – accogliendo l’indicazione della stessa Ema di evitare la costruzione di edifici ad hoc, per evitare un doppio trasloco e la costruzione da zero – era stato messo a disposizione dell’agenzia  “uno degli edifici di maggior pregio architettonico, il grattacielo Pirelli, con spazi adeguati e una posizione centralissima e ben collegata”.

Il sindaco ha quindi chiesto di “mantenere aperto il dialogo e di attendere la decisione di merito sul ricorso che si trova all’attenzione della Corte europea”,  sottolineando come ogni ritardo che dovesse registrarsi sulla data prevista per il trasferimento ad Amsterdam di Ema (novembre 2019)  “produrrà gravi danni e rischi alla salute dei cittadini europei”.

Per questo, Sala ha chiesto espressamente che “il Parlamento europeo possa prevedere una soluzione di riserva”, invitando nell’eventualità “a dare attenzione alla proposta di Milano”.
Nella sua petizione all’Europarlamento, il comune di Milano aveva denunciato “l’illegittimità della procedura seguita per la selezione di Amsterdam come nuova sede dell’Agenzia europea per i medicinali”, sostenendo anche che “la scelta mediante sorteggio è un abuso di potere”, dal momento che non risponde a “un processo decisionale trasparente sulla base di valutazioni tecniche e criteri specifici predeterminati”.

Ma un rilievo critico è rivolto anche alla valutazione delle due offerte di Milano e Amsterdam, che non sarebbe stata effettuata “correttamente”.